Rimuovete le macerie

Apprezziamo Bersani che non se la sente di vincere sulle “macerie” di un’ Italia ancora troppo debole per sopportare il peso di nuove elezioni.
I sondaggi, anche se collocano il PD in testa, non nascondono il dato fondamentale: il potenziale assenteismo degli italiani dalle urne.
Meglio tenersi Monti più a lungo possibile, la parte del cattivo facciamola fare a lui.
Bersani deve essere, in fondo, un ottimista.
Pensa che la situazione nel 2013 sarà migliore di quella attuale e che tutte le “macerie” saranno rimosse nel corso di pochi mesi?
Gli italiani hanno qualche dubbio e non basterà cambiare nome ai partiti per emulare un rinnovamento che non esiste se non accompagnato da un vero rinnovamento di facce e, soprattutto, di comportamenti.
Le “macerie” in Italia non vengono rimosse mai così celermente e anche quelle reali di l’Aquila ne sono un esempio, figuriamoci quelle virtuali di Bersani.
Le elezioni fanno paura a tutti, come si governa un Paese nelle nostre condizioni?
Meglio lasciar fare ai professori. Sono molto più bravi a comunicare le disgrazie.
Visto la Fornero come scandiva bene le parole nel suo incontro con gli operai?
Avranno capito bene che c’è ancora tanto da soffrire?

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#Siamotuttiqui

Il vertice a telecamere spente questa volta si è tenuto. Nessuna defezione. Tutti insieme, divertiti e giocherelloni. Casini ha addirittura postato la foto di gruppo, scattata probabilmente con un iPhone, non si sa da chi ma mi piace immaginare la Fornero mentre inquadra i quattro e dice: Smile!
Dobbiamo essere felici o sospettosi di questo incontro, semi-segreto, che riunisce intorno al tavolo i vertici di questa fantascientifica maggioranza? Non saprei. Avendo qualche anno sul groppone sono portato ad immaginare questa riunione come un ritorno al passato, una sorta di pentapartito dove tutti son contenti meno che gli italiani.
Speriamo che da questo incontro nasca qualcosa di buono per il futuro dell’Italia, perché ormai siamo sull’orlo del baratro, non quello virtuale dello spread ma quello pratico e tangibile del “non arrivo a fine mese”.
Articolo 18 alla tedesca e stipendi all’italiana, questo è il nostro problema. Sorrida pure Casini, ma le piazze sono piene di gente che ha perso il lavoro e dovrà comunque accollarsi la nuova IMU, pagare la benzina come fosse oro e tirare avanti. Il default è già qui e c’è ancora chi sorride e si diverte con Facebook.

Italia ricca, Italia povera.

Per fortuna gli italiani sanno il fatto loro.
Berlusconi dice che, secondo lui, la crisi non esiste e non si percepisce. I ristoranti sono pieni e prenotare un aereo è quasi impossibile.
Bersani, al contrario, parla di intere famiglie sul lastrico. Povertà galoppante e disoccupati che non hanno di che sfamarsi.
Quale sarà la verità?
Ovviamente una medaglia ha sempre due facce. Se mostriamo quella del Cavaliere vedremo che ha perfettamente ragione. E’ vero che i ristoranti sono sempre pieni e gli aeroporti colmi di gente. Si comprano telefoni e tablet senza badare a spese. E apparentemente la crisi non esiste.
Se invece mostriamo la faccia della medaglia che guarda Bersani, vedremo fabbriche che chiudono e giovani disoccupati, famiglie che non riescono ad arrivare agevolmente a fine mese e qualcuno nemmeno a metà mese.

Entrambe le facce sono lo specchio di due realtà che da sempre convivono. Anche oggi, in piena crisi mondiale ci sono quelli che vanno a ristorante e quelli che perdono il posto di lavoro.
Anche senza crisi la storia è la stessa. Ricchi, agiati, benestanti, classe media e poveri.
Per quanto abbia spulciato nei libri di storia, non ho trovato un periodo né un Paese al mondo dove non sia questa la “scaletta” dello status di un popolo, crisi o non crisi.