Oggi ti uccido, domani ti salvo

Gli stessi che fecero fuori Gheddafi si sbracciano per salvare vite umane.
È un tantino incredibile come siano bravi adesso e quanto erano cattivi allora.
Si preoccupano degli hotspot in Libia, perché i libici sono semi-incivili e non hanno il WiFi a disposizione dei nigeriani o dei ghanesi o congolesi.
Come se i sei miliardi dati al turco ci assicurassero il trattamento di lusso ai profughi siriani. Chi ha mai visitato i campi dove vengono tenuti i profughi in Turchia? Nessuno si preoccupa.

La nave #ong che hanno fermato è solo la punta dell’iceberg. Il commercio di africani (negri non si può più dire) è redditizio per chiunque. Questa nave lo ha fatto troppo spudoratamente, le altre lo fanno con più precauzioni.
Trasbordare africani conviene a tutti. Scafisti, ong, e anche agli italiani.
Alcune coop hanno fatto fortuna con questo commercio. Alcuni alberghi hanno evitato di chiudere bottega e altre centinaia di associazioni “umanitarie” traggono i loro benefici dagli uomini neri. Tanto si accontentano di poco. Un telefono, le cuffiette, qualche stupro e un po’ di cibo scadente.

La politica ha lasciato correre. Sono buoni. Accolgono tutti perché scappano dalla guerra e se la guerra non c’è, scappano dalla fame (o dalla galera).
Le coop sono legate alla sinistra. Portano voti. Venghino, africani, venghino!
Persino la “giustizia” chiude un occhio. Se un nero ti accoltella è perché tu sei stato cattivo con lui e se ti stupra è perché l’astinenza deve pur essere soddisfatta in qualche modo. Sacrificatevi per il fratello africano!

Non preoccupatevi, non vogliono stare in Italia. Scappano all’estero.
Peccato che l’Europa ha chiuso le frontiere agli africani, e se scappano ce li riportano.
In pratica restano in Italia, liberi di spacciare, rubare, accoltellare e stuprare.
Si vedono branchi di africani ovunque, e a parte le sceneggiate di Sala alla stazione di Milano, io li vedo scorrazzare ovunque senza che nessuno si preoccupi delle loro attività.

Da qualche giorno sono in vacanza in Australia. Mi hanno fermato già quattro volte per controllare il mio passaporto, il visto e il motivo della mia visita.
Accattoni per strada non ce ne sono.
Qualche aborigeno si vede ancora. Ma la mattina lavorano in banca e la sera si vestono da selvaggi per infinocchiare i turisti.
Il vero problema qui sono i canguri. Sempre in agguato ma almeno non chiedono il WiFi aggratis 🙂 😱

 

 

Darwin 04.08.2017 –  21°C –  06:35

L’emergenza eterna

africa
Il continente africano è stato sempre un serbatoio di manodopera a basso costo, se non a costo zero per l’occidente.
Fin dai tempi dello schiavismo si “prelevavano” uomini, donne e bambini da utilizzare come strumenti di lavoro nei campi di cotone del Nuovo Continente o anche nella “vecchia” Europa, per i lavori più umili e faticosi.
A distanza di decine di anni la situazione è immutata, se non peggiorata.
 
Si continua ad “aiutare” il popolo africano con derrate alimentari, carità e beneficenza ma le condizioni spesso sono ancora peggio di prima.
Non c’è mai stata la volontà di aiutare sul serio un popolo che da solo non riesce ad uscire da una spirale di povertà e degrado.
 
Chi ricorda, o ha studiato sui libri, le condizioni dei cinesi ai tempi di Mao avrà presente quelle immagini della Cina, con donne e uomini chini nelle risaie e la povertà dilagante nelle campagne.
A cinquant’anni di distanza la Cina è probabilmente la prima economia mondiale. Metropoli modernissime come Shanghai e Pechino fanno impallidire le nostre piccole città, con un paio di linee di metropolitana, mentre in Cina sfrecciano treni superveloci a levitazione magnetica.
 
In Africa la situazione è invece invariata. Le scene che si vedevano mezzo secolo fa sono le stesse di oggi. Fame, povertà, siccità, carestie.
L’esodo che stiamo vivendo, con migliaia di migranti che sfuggono a guerre, miseria e povertà ci dimostrano che, se possibile, la situazione africana è anche peggio di decenni fa.
 
In Nevada si riesce a costruire, nel deserto, una città come Las Vegas e in Africa non si riesce a tirare su un po’ d’acqua dai pozzi per non far morire di sete la gente.
In compenso ci sbracciamo per chiedere un SMS da un euro per aiutare quei poveri bambini o donare qualcosa per farli sopravvivere.
Le organizzazioni umanitarie sono migliaia e prosperano grazie a questo business della fame degli africani.
Nessun Governo occidentale è interessato ad aiutare realmente l’Africa ma si continua a chiedere la carità alla gente per mantenere attiva (economicamente) la macchina degli aiuti.
Le briciole arrivano, giusto per mantenerli in vita e continuare a lucrare su questo succoso affare.
La carità, per emergenza, va bene ma se diventa eterna c’è qualcosa che non va e bisogna fermare il circolo vizioso. Come?
Basta con le donazioni. Sono 50 anni che doniamo e non è cambiato niente se non il giro d’affari delle “multinazionali della fame”.

Leggi: Il Nuovo Business della Beneficenza