Fake News


In un Paese dove le mafie si sono evolute a tal punto da sedere nelle amministrazioni, nelle banche, nella politica e negli affari di una Nazione, abbiamo ancora la faccia tosta di offenderci per 30 secondi di filmato dove si vede un giornalista insistente picchiato da un figuro già noto per essere legato alla malavita, almeno, per parentela.
Ostia fa notizia perché è Roma e perché la vittima è un giornalista e non una persona comune.
Ci si ricorda delle situazioni al limite dell’inciviltà solo quando si viene toccati da vicino.
Come per i campi Rom e gli africani, che vanno bene, ma lontano da casa mia (vedi Capalbio).
A Ostia per il ballottaggio si sta organizzando un Comitato di Controllo. In Sicilia non ce n’era bisogno così come superfluo è stato a Napoli e dintorni, nonostante le fritture di pesce.
La gente non abbocca più alle informazioni teleguidate della quasi totalità della stampa e TV, si tace dove non conviene e si strilla dove c’è da screditare il nemico (politico).
È una storia che va avanti da sempre, ma oggi quando non conviene si dice che sono FakeNews.

Ostia oggi è sulla bocca di tutti quando mezza Italia è governata territorialmente, da anni, dalle varie mafie che sotterrano tonnellate di rifiuti tossici e nessuno sa niente, o finge di non sapere. Anzi, qualcuno ha secretato per non far sapere.
Adesso dovremmo indignarci per una capocciata?
La gente comune di capocciate così ne prende tutti i giorni se solo si permette di guardar male uno di questi mafiosucci di periferia. Nessuno se ne accorge, nessun TG ne dà notizia.

Mafiacapitale è finita nel dimenticatoio perché una parte politica deve essere protetta. Nessun resoconto strillato in TV. Le notizie le devi andare a spulciare e (forse) trovi qualcosa.
Chi è stato carcerato oltre a Buzzi e Carminati? Si è fatta la pulizia che doveva essere fatta? Mah.
Notizie di sfuggita, senza enfasi e prima della pagina sportiva.
A Roma, in #mafiacapitale, non c’era mafia. Chiuso.

Concentriamoci su Ostia, su Spada e su CasaPound. E ci metterei anche i #grillini che non sono ben visti da nessuno, anche se non hanno mai mafiato. E forse proprio per questo ci stanno sulle scatole 😁

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E’ Grillo il comico?

_2013Monti ha aperto una nuova via alla politica italiana. E’ stato imposto, ha salvato l’Italia e ora è sceso in campo per continuare la sua opera.
Appena insediato, circa un anno fa, sembrava un semi-dio che con i suoi apostoli avrebbe messo in riga quei cialtroni di italiani che evadono le tasse e buttano cartacce per strada.
Dopo un anno siamo un po’ più poveri ma Monti promette che se lo votiamo lui farà tante cose belle per tutti. In tanti ci credono e lo voteranno. Come voteranno quella schiera di giornalisti, economisti, giudici, magistrati che fiutando l’affare si sono buttati in politica.
In tanti hanno formato liste, partiti e partitini perché hanno capito che un pezzo di finanziamento potranno agguantarlo anche loro. Tutti contro tutti e, soprattutto, contro gli italiani. Si prospetta una totale ingovernabilità. E noi stiamo a guardare, litighiamo con quelli di destra che accusano quelli di sinistra, Casini che accusa tutti, perché lui è un moderato. Ma sono stranamente tutti compatti a non cambiare né la legge elettorale né a dimezzare i parlamentari, tantomeno a rifiutare il finanziamento pubblico o a ridursi stipendio e pensioni.
Fingono di litigare ma sembrano tutti d’accordo a spartirsi la torta, peccato che c’è quel guastafeste di Grillo che strilla dal palco. Non ha un programma, è un comico.
I politici seri hanno i loro programmi, hanno sempre la soluzione pronta, capiscono come affrontare seriamente la situazione peccato che non lo facciano mai.
Hanno perso di credibilità. Non solo Berlusconi, ma Monti che doveva essere il salvatore della Patria e che, escludeva la sua discesa politica, ora lo ritroviamo tutti i giorni in TV per illustrare la ricetta che non ha saputo applicare durante il suo Governo di tecnici con una maggioranza bulgara in parlamento.
La Lega ha perso Bossi e Vendola più che un leader è un filosofo, non parliamo di Fini che non si capisce più di quale destra fa parte. Ci resta Casini che però è moderato e gli va bene quasi tutto, basta che abbia un posto nel palazzo.
Il povero Bersani non riesce ad esprimersi bene e il suo popolo non capisce se è ancora comunista oppure ancora deve decidere.
E tutta la teoria di magistrati, giornalisti ed economisti?
Non mi venite a dire che il comico è solo Grillo!

Non basta dimezzare

L’Italia non è la Grecia. Quante volte lo abbiamo sentito in questi ultimi mesi? E’ una frase che segue sempre un discorso di qualche politico che ci illustra il quadro della situazione e poi per non farci stare troppo in pena cita l’ormai famosa frase.
L’altra sera, guardando la trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa mi sono incantato ascoltando Angelino Alfano che, tra l’altro, continuava a illustrare una situazione immutata di schieramenti politici obsoleti. Centro-destra e Centro-sinistra, e giù a sbracciarsi per spiegare come si esce dalla crisi.
Sembra che abbiano perso tutti il senso della realtà. La gente ormai se ne fotte se sei di destra o di sinistra, è roba del secolo scorso. La foto di Monti con ABC ne è la prova. Una foto ricordo di quello che era la politica. Oggi sta cambiando tutto.

Se non contiamo “lo zoccolo duro” cioè, quella parte di elettori che voterà a destra e a sinistra perché pensano di appartenere a quelle rispettive aree, ci sono almeno la metà degli italiani che vorrebbero risolvere i problemi, o quantomeno, tentare di uscire da questa spirale che ci ha trascinato così in basso.
I vecchi politici non sono più credibili, anche se fanno i salti mortali da Vespa. Continuano a tirar fuori dal cilindro promesse di cambiamento. Mi sembra di assistere a quel vecchio gioco delle tre carte dove a perdere è sempre il cittadino onesto.
Un piccolo ma significativo esempio è il finanziamento pubblico che il popolo italiano voleva abolire con un referendum e di fatto è addirittura aumentato. Ora, Bersani in testa, propongono di volerlo dimezzare, e lo dicono con enfasi come se ci stessero proponendo un grosso affare. Dimezzare significa da 180 a circa 90 milioni di euro. Una cifra esagerata, che di fatto resta nelle casse dei partiti per i più disparati investimenti. La Camera ha votato si alla riduzione (non retroattiva). Il referendum non è stato rispettato, non è stata rispettata la volontà del popolo.

La vittoria del Movimento 5 Stelle è proprio l’espressione del disagio popolare, anche se Grillo le spara grosse, c’è una visione diversa di far politica e la dimostrazione che senza soldi e televisioni si vincono le elezioni.
La vecchia classe politica è ostinata, giammai lascerebbe la poltrona e i privilegi ad essa legati. Un esempio lampante è l’ostracismo del PD contro il “nuovo”, che potrebbe essere Renzi.
Mentre a destra e dintorni la situazione è ancora più ingarbugliata. Fini, da sempre uomo di destra (credevamo) si allea con Casini e Rutelli. Se me lo avessero raccontato una decina d’anni fa mi sarei sbellicato dalle risate, invece oggi è realtà e si chiamano Terzo Polo. Si dicono Moderati…perché, chi sono gli estremisti? Bersani? Vendola?
Berlusconi invece ha abdicato in favore di Alfano che è “giovane” e pieno di talento, lo scettro del PDL non poteva passare in mani migliori ma non c’è aria di cambiamento.
Saltiamo a sinistra di Bersani e troviamo Vendola. Ottimo uomo politico che nobilitando la famosa “supercazzola” di Amici Miei non riesce a raccontarci, in pratica, cosa farebbe se fosse al Governo e con quali alleanze (possibili) oltre alla improbabile foto di Vasto.
La Lega è stata distrutta dal suo stesso fondatore e rimangono, ormai sparpagliati, un gruppetto di camicie verdi che ancora riscuotono successo. Se Maroni ci sa fare recupera qualche voto ma solo se la famiglia Bossi fa due o tre passi indietro.
Non ci resta che Grillo. Un comico che dovrebbe tirarci fuori dai pasticci.
Nel mentre il Governo tecnico ha dovuto chiamare altri tecnici per fare le riforme, il Presidente non vede il boom e lo spread se ne infischia di tutto questo.
Non siamo come la Grecia, è vero. L’Italia è a forma di stivale, la Grecia no.