Fatti non Parole

Manifestazione a Bologna contro il governo Renzi

Manifestazione a Bologna contro il governo Renzi

Siamo talmente abituati a vedere i nostri politici indagati e coinvolti in loschi traffici di danaro e intrallazzi, che ci risulta difficile credere quando qualcuno onesto vuole cambiare le cose.
I giudici, in questo Paese, hanno più da fare col mondo politico, e quello che gli gira intorno, che con i delinquenti comuni.
Quanti di voi sono stati indagati e sottoposti a processo? Di politici tanti. E anche quando sono condannati spesso la pena non l’ espiano mai.
C’è gente che continua a credergli, vuoi per tradizione che per credulità.
Sarebbe il caso di non credere più alle chiacchiere ma valutare i fatti. Indipendentemente dalla nostra “tradizione” politica, bisognerebbe valutare volta per volta i risultati promessi e quelli effettivamente ottenuti.

Nessuno si è tagliato lo stipendio. I grillini lo hanno fatto. Eppure nessuno sembra farci più caso e si continua a deriderli come fossero pazzi.
Diamo più credito alle chiacchiere che ai fatti. Questo è un grosso difetto degli italiani.
Non sono grillino e non credo che siano perfetti. Ma se qualcuno non ruba i miei soldi posso già azzardare un po’ di fiducia. Il resto si valuterà col tempo e non a priori.
Non fatevi ingannare dalle chiacchiere. Monti disse che ci avrebbe salvato dal baratro e invece non vediamo neanche più il bordo del burrone, tant’è che siamo in fondo. Meditate 🙂 🤔

Si scinde, un po’

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La società del benessere così come l’abbiamo conosciuta è finita.
La rivoluzione industriale non si arresta. Se agli inizi sembrava una svolta per l’umanità, oggi ci appare come la sua condanna.
La classe operaia è destinata a scomparire o a ridursi a pochi elementi per quei lavori umili, mal pagati e impossibili da automatizzare.
Non sono i “partiti” di sinistra a scomparire ma è la massa di persone che poteva identificarsi in essi che sta scomparendo. La causa non dev’essere confusa con l’effetto.
In Italia la situazione è più critica che altrove per l’inefficienza della classe dirigente e per l’ inadeguatezza di molti politici, ma il resto del mondo non se la passa molto meglio.

Il lavoro è diventato precario ovunque. E servono sempre meno persone per qualsiasi tipo di lavoro.
In TV si parla tanto di agevolare le imprese ma non si tiene conto che un’impresa che prima aveva bisogno di 40 persone, oggi farebbe lo stesso lavoro con 10.
E non si considera che la globalizzazione consentirebbe a quella stessa impresa di andare a produrre dove le tasse sono meno invadenti.
Nella stessa Europa non si riesce ad avere una tassazione omogenea, figuriamoci se possiamo solo immaginare una competizione, alla pari, con Paesi come la Cina o il resto dell’estremo oriente.

È una battaglia persa. La ripresa non ci sarà mai. Non per tutti, almeno.
Il boom economico degli anni ’60 rimarrà un caso isolato nella storia perché le condizioni globali non consentono più il benessere su una così ampia scala di fasce sociali.
Con le dovute differenze, il boom fu a vantaggio sia degli operai che della media e alta borghesia. Oggi, questo non è più possibile.

In una situazione già precaria si inserisce l’esodo di milioni di persone che dai Paesi più poveri si sposta verso quei Paesi dove l’apparente benessere li attira verso una trappola che alla fine ci costringerà a soccombere tutti. A favore di pochi.
Un esodo che visto globalmente sembra quasi come manovrato dall’alto.
Dall’Africa non c’era mai stato prima un esodo così massiccio verso l’Europa. Così come mai c’era stato in oriente, dai Paesi più poveri verso quelli emergenti (ormai emersi), e mai verso l’Australia, c’era stato un esodo così imponente.
Un caso? Può darsi.

Il “gomblotto” potrebbe essere dietro l’angolo. Ma illustri studiosi e i politici ci spiegano che tutto è l’effetto delle cattiverie occidentali perpetrate nel tempo verso gli Africani. E in Oriente? E in Australia?
Si sono ricordati tutti insieme che stavano male e hanno deciso di migrare? E quelli più poveri, veramente poveri, continuiamo ad aiutarli con un SMS da un euro? La situazione non quadra.
Tutta questa gente dopo la prima accoglienza dovrà essere collocata da qualche parte. Dove?
È proprio di oggi la notizia che a Treviso per un posto da “stradino” si sono presentate 165 persone, italiane. Tutte laureate.

La situazione è grottesca se non fosse prima tragica.
Dove metteremo le migliaia di africani che stiamo accogliendo? Quali lavori potranno fare se non ne abbiamo per noi stessi?

Non credo che una Nazione non sappia cosa si deve fare in casi del genere ed è per questo che si pensa ad un disegno più ampio voluto da qualcuno.
Non voglio nemmeno accennare al discorso dei buonisti e degli xenofobi. Sono battibecchi per il popolino.
Qui c’è una situazione grave e nessuno sa dare una soluzione plausibile.
L’esodo non si ferma e la situazione peggiora.

Non voglio immaginare quando l’Europa sarà satura di africani, da diventare ingestibile, e le frontiere verranno protette, come si potrebbe fare già oggi, in maniera meno violenta.

emilianoaIn questi giorni siamo tutti presi con l’Assemblea del PD. Si scindono, non si scindono, si scindono un po’. Tutto questo sembra assurdo, in un Paese che è pieno di emergenze irrisolte.
Se il PD si scinde o si scioglie a noi non cambia niente.
Come quando vince la Nazionale di Calcio ed esultate. Il giorno dopo, sempre disoccupati siete.
Ecco, ora se esultate per Emiliano segretario o per il ritorno del grande Renzi, il giorno dopo nessuno dei due vi regala niente.
E non vi regalano niente nemmeno Salvini, Grillo o Berlusconi.
Il nostro è un ruolo predeterminato: il popolo.
E come tale, serviamo a litigare tra noi affinché chi governa possa fare i propri comodi, a turno.
Rassegnatevi o , in alternativa, buttatevi in politica che lì un vitalizio non si nega a nessuno.
😱😄

Emergenza Europa

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Sono anni ormai che abbiamo il problema degli immigrati, profughi o clandestini che siano.
Nessuno è stato in grado di affrontare il problema in modo decente e sostenibile sia per quei disperati che cercano una nuova vita sia per noi che dovremmo accoglierli senza soccombere.
Per decenni è stata solo una propaganda politica, a turno, di destra e di sinistra. Nessuno mai ha risolto il problema con metodi accettabili e senza nessuna previsione per il futuro.

Oggi ci ritroviamo di fronte a un flusso enorme di disperati che premono sulle nostre coste nonché sui confini terrestri.
È un’emergenza eterna perché il problema non è mai stato affrontato come si dovrebbe, delegando ai privati (alle famose coop) la gestione di un fenomeno così importante e impegnativo.

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Una Nazione dovrebbe essere pronta ad affrontare emergenze di questo tipo, invece se ne discute adesso, mentre migliaia di persone affogano nel Mediterraneo.
C’è chi vuole bombardare le barche e chi sparare addosso ai migranti, i buonisti a
oltranza che, invece, vorrebbero accoglierli tutti, ma non si sa bene dove e come e a spese di chi.
Le decisioni prese con la fretta dell’emergenza sono sempre pericolose e spesso sbagliate, come fu sbagliato l’attacco alla Libia di Gheddafi.
Il Colonnello non era certamente un santo ma faceva il “lavoro sporco” per noi.

gheddafi_aIl Colonnello era una barriera tra l’Europa e quel bacino di disperati che premevano e premono ancor di più oggi lungo le frontiere del Nord Africa.
Era eticamente scorretto usare un pazzo per fermare l’invasione? Forse sì.
Ma l’alternativa sarebbe stata l’invasione dell’Europa.
Gli abitanti del continente Africano sono oltre un miliardo e non è possibile pensare di accoglierne più di alcune migliaia senza stravolgere l’assetto socio-economico delle Nazioni europee, e soprattutto di una sgangherata Italia.

Non facciamo paragoni con i migranti del ‘900 che andarono dall’Europa in America, lì c’era una Nazione da costruire e ampi territori da colonizzare.
Oggi l’Europa già è satura di gente e cemento.
Ci servirebbero pochi migranti per coprire quei posti vacanti che i giovani italiani (ed europei) non considerano lavori decorosi. Non di più.
Sembra un discorso cinico ma questo è quanto. Non possiamo accoglierne troppi perché non siamo in condizioni di farlo, non per egoismo o cattiveria né tantomeno per razzismo.

Abbiamo l’obbligo di salvarli, ma non possiamo nemmeno pensare di farlo per sempre. Occorrono mezzi, uomini e soldi. Molti soldi che dovremmo pagare ovviamente noi che già siamo a pezzi.
La soluzione, alla fine, sarà di trovare un nuovo Gheddafi che faccia il lavoro sporco per noi, perché qui non c’è posto per tutti.

Il Tram dei desideri

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Quando i giornali si occupano del Presidente Mattarella lo fanno come se fosse un novello Mujica.

Umile, mesto, senza quella spocchia presidenziale che ha contraddistinto, più o meno, quasi tutti i Presidenti della Repubblica Italiana.

Il Presidente Mattarella cammina, va a messa, prende voli di linea e si sposta in tram. È sobrio, insomma.

Certo, il tram era solo per lui e le sue guardie del corpo ma è un segnale chiaro di sobrietà che non dovrebbe essere diretto a noi, come tenta di fare la stampa, ma al Presidente del Consiglio che per andare in vacanza utilizza voli di Stato.

Quello che mi preoccupa è che anche Mario Monti ci fu presentato come un esempio di sobrietà. Peccato che a farne le spese furono i pensionati e tutte le categorie più deboli di lavoratori che hanno visto la pensione allontanarsi all’orizzonte, sobriamente.

mattarella

Spero che Mattarella sia un Presidente che faccia sentire la sua voce e che cerchi di essere dalla parte degli italiani e non delle Caste. Spero che non sia solo un personaggio creato ad arte da questo circolo della politica che mira solo a sostenere se stessa e i suoi vassalli.

I segnali ci sono, ma non bastano. Non basta aprire il Quirinale al pubblico e non basta noleggiare un tram per dimostrare di essere parte del popolo.

Fatto così sembra la propaganda che l’Istituto Luce faceva qualche tempo fa ma noi siamo certi che a breve seguiranno azioni concrete che allevieranno le pene degli italiani. Sperare non costa niente.

La ripresa italiana

Bancarella

L’Italia è ufficialmente fuori dalla recessione.

L’anno scorso c’è stato un incremento del commercio e 5.455 nuove imprese hanno iniziato un’attività, con l’assunzione di 31.000 unità.

Quindi, non è tutto negativo. Il Governo sta lavorando bene e i segnali si vedono.

La notizia della ripresa del commercio viene riportata da vari quotidiani nazionali. Anche su Repubblica Economia & Finanza ci fanno vedere un barlume di speranza per il nostro futuro e soprattutto per quello dei nostri figli.

L’unica cosa, non proprio convincente, è che la ripresa riguarda il commercio ambulante e che gli investitori sono stranieri. Non svizzeri o canadesi ma extracomunitari. In pratica stiamo parlando delle bancarelle dei magrebini, dei Pakistani o africani, in genere.

Ma non sono solo gli ambulanti che creano la ripresa. Anche le sedi fisse (negozi) sono in notevole aumento. Nel 2014 hanno aperto al pubblico 7.019 nuovi negozi nel settore della moda.

Questi ultimi, probabilmente, sono i negozi cinesi che sorgono un po’ come funghi al posto dei commercianti nostrani. Poco male, fanno comunque girare moneta e dovrebbero pagare le tasse in Italia. Sempre che i proventi di queste nuove imprese restino in Italia e non prendano anche strade diverse.

Per il momento questi sono i segni di ripresa e gli investitori stranieri che stanno facendo affari in Italia.

Aspettiamo con ansia qualche provvedimento del Governo che faccia qualcosa per i giovani italiani che non sia l’invito ad aprire una nuova StartUp (leggasi bancarella).

Buon 2015

fiat 600

Il 2014 doveva essere l’anno della famigerata “ripresa” promessa dal Governo e auspicata da tutti gli italiani.

La ripresa non si è vista e i disoccupati sono aumentati. Ora il Governo rimanda la ripresa al 2015, continuando a vivere di speranze.

La ripresa non arriverà da sola se non si mette in pratica una politica seria e non unicamente propagandistica. Gli annunci di Renzi non sono serviti a niente se non ad alimentare altre speranze che non trovano posto nella realtà della situazione italiana.

La globalizzazione ci ha portato sul lastrico e le grandi e piccole imprese devono scaricare su qualcuno i mancati guadagni. Quel qualcuno sono gli operai e dipendenti che ne devono fare le spese. Quindi occorre licenziare e ovviamente non assumere nuova manodopera e quelli che riescono a mantenere un lavoro devono stringere la cinghia.

I fatti sono semplici e non c’è bisogno di Jobs Act o di tanti altri discorsi per rendersi conto che è una situazione non risolvibile nel breve termine.

radiomarelliI Paesi emergenti, primo fra tutti, la Cina ha in mano un potere economico che non possiamo   nemmeno pensare di scalfire.

Ci hanno sottratto lentamente tutti i settori commerciali e manifatturieri dei quali andavamo fieri.

Si sono infiltrati come un virus nella sua vittima, oggi non potremmo farne a meno perché non siamo più in grado di produrre niente a livello concorrenziale.

Date uno sguardo a qualsiasi oggetto che avete addosso o in casa. Se non è Made in Cina, è Pakistan, Korea, Brasile o addirittura Mauritius.

China Non produciamo quasi più nulla e nel giro di qualche anno, nulla. La classe media e la classe operaia non possono più sperare di essere assunti da qualcuno che se li accolli per tutta la vita lavorativa perché, così come ha fatto Marchionne, saranno costretti, per non diminuire i loro guadagni, a delocalizzare. Giusto o sbagliato che sia, mettetevi nei panni di un imprenditore e pensate onestamente, voi che fareste per la vostra impresa.

Mentre ci trastullavamo il mondo è cambiato. La globalizzazione ci ha messo in competizione con gente affamata e avida di comodità e successo. Eravamo convinti che le posizioni di benessere conquistato nessuno avrebbe potuto mai togliercele, ma anche l’Impero Romano si sgretolò e tutti lo abbiamo studiato a scuola senza imparare niente.

Le soluzioni ci sono ma sembra che nessuno voglia puntare sul turismo e sulle opere d’arte che custodiamo (malamente). È l’unica cosa che abbiamo in esclusiva e nessuno potrà mai copiare.

Vogliamo continuare a competere su campi che ci danno per sconfitti già da subito. L’industria e le fabbriche dovrebbero far parte del nostro passato, ora se ne occupano quei tre o quattro miliardi di persone avide di benessere e noi siamo una piccolissima Nazione piena d’arte e bellezze che andrebbero “vendute” nel mondo a caro prezzo. E invece lasciamo crollare Pompei e insistiamo a produrre barre d’acciaio che hanno avvelenato intere città.

Bisogna cambiare verso. Speriamo che qualcuno lo capisca prima che sia troppo tardi. Buon 2015.

ilva taranto

I Politici onesti

mazzette

Per chi ricorda “Mani Pulite” è sconvolgente scoprire dopo tanti anni che, in realtà, non è stato risolto niente. La politica, o meglio, alcuni politici continuano più di prima a gestire i loro loschi affari sulle spalle del popolo e la complicità della malavita. Un attimo dopo che la Magistratura scopre i colpevoli sono tutti lì a cercare scuse più o meno ridicole per giustificare le malefatte. Se non c’è connivenza c’è senz’altro incapacità a ricoprire certi ruoli. In tutte due i casi, i politici dovrebbero dimettersi perché sono comunque colpevoli di qualcosa. Invece spesso restano tranquillamente al loro posto con un’arroganza disarmante e con la complicità di tutti coloro che si dichiarano onesti ma che non hanno saputo anticipare la Magistratura nelle operazioni di pulizia.

Ci si lamenta che la gente si è allontanata dalla politica, ma con questi presupposti sarà sempre peggio, con il risultato che anche il popolo diventa ingovernabile perché si sente sempre di più libero di agire contro le regole che vengono scritte da chi pensa solo ad ingrassare se stesso.

L’Italia diventa sempre di più un Paese dove l’onestà non paga e chi delinque non viene mai punito seriamente. I giornalisti facciano la loro parte, non solo quando si scopre il cieco che ci vede benissimo e ruba 500 € all’INPS, ma quando palesemente politici e malavita rubano milioni di euro alla Nazione. I politici onesti, che sono sempre quelli che danno la colpa agli altri, si diano una regolata perché è a loro che spetterebbe tutelare l’onestà della “missione” del loro partito, vigilando anche su quello che succede, che tutti sanno, tranne loro.

La Magistratura da sola non basta per ripulire questa melma.