E’ finito il cacao

cacao
Di tanto in tanto qualcuno si sveglia e dà un allarme. A Pasqua (guarda caso) è stato il turno del cacao.
“Entro il 2020 non avremo più abbastanza cioccolato per tutti i golosi del pianeta”.
E chi l’ha detto? Mah, sono voci che girano. E i giornali fanno da megafono.
Anche il petrolio, lo davamo per esaurito ma si continua a pompare nelle zone più disparate del pianeta.
Certo, il cacao è importante ma non fondamentale. Un allarme che serve probabilmente ad alzare i prezzi, come spesso e costantemente le grandi multinazionali fanno con il caffè.

E’ prevedibile che in futuro ci saranno problemi per sfamare la popolazione mondiale, in continuo aumento, ma meno prevedibili sono guerre, carestie, sconvolgimenti naturali ed epidemie.
In passato il sovraffollamento si è regolato da solo e con l’aiuto dell’uomo, sarà così anche per il futuro e quando lo spazio vitale sarà troppo poco per i più forti, i più deboli ci rimetteranno.
Speriamo che questo accada il più tardi possibile, e purtroppo già da molti lustri (direi da sempre) il processo di “vinca il più forte” si è attivato.
Pensate al deserto del Nevada cosa è diventato (LasVegas) e pensate al deserto del Sahara, che è rimasto quello che abbiamo sempre conosciuto.
La nostra tavoletta di cioccolato, un giorno, potrebbe essere riservata solo ai ricchi della Terra. Del resto già oggi c’è chi beve acqua minerale e chi acqua all’arsenico che sgorga dai rubinetti di casa.
Il cioccolato forse è un lusso ma l’acqua no.
Se fossi un giornalista farei un ennesimo articolo su questo problema (attuale) e non mi preoccuperei se nel 2020 non ci sarà più l’ovetto Kinder.

Disponibilità acqua

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Arsenico a litri


L’aria è già un bel po’ che è irrespirabile, soprattutto in città e in prossimità di industrie e fabbriche che non rispettano nessun limite riguardo alle emissioni né tantomeno vengono controllate da chi dovrebbe vigilare sulla nostra salute.
O meglio, lo sappiamo tutti che spesso vengono superati i limiti imposti dalla legge e siccome sarebbe praticamente impossibile chiudere stabilimenti che danno lavoro a migliaia di operai o serrare le città al traffico per almeno dieci anni si ricorre ad un piccolo “trucchetto” si aumenta il limite, per legge.
Lo stesso problema lo stiamo avendo con l’acqua. In Italia 128 comuni (almeno) distribuiscono ai cittadini acqua potabile contenente arsenico in quantità superiore ai limiti di legge che è di 10 microgrammi al litro. In alcuni casi si supera il suddetto limite anche di tre, quattro volte.

L’Italia ha chiesto ai commissari europei di aumentare il limite di legge a 50 microgrammi per litro così da poter rientrare nella normalità. E’ come stabilire che per legge l’acqua del mare non è salata e può essere tranquillamente bevuta.
Fortunatamente l’Europa ci controlla e hanno comunque stabilito il limite a 20 microgrammi per litro, oltre il quale l’arsenico diventa altamente cancerogeno.
Sembra che il Lazio sia la regione più a rischio ma non mancano altre regioni sia al nord che al sud, che erogano acqua praticamente avvelenata.