Fatti non Parole

Manifestazione a Bologna contro il governo Renzi

Manifestazione a Bologna contro il governo Renzi

Siamo talmente abituati a vedere i nostri politici indagati e coinvolti in loschi traffici di danaro e intrallazzi, che ci risulta difficile credere quando qualcuno onesto vuole cambiare le cose.
I giudici, in questo Paese, hanno più da fare col mondo politico, e quello che gli gira intorno, che con i delinquenti comuni.
Quanti di voi sono stati indagati e sottoposti a processo? Di politici tanti. E anche quando sono condannati spesso la pena non l’ espiano mai.
C’è gente che continua a credergli, vuoi per tradizione che per credulità.
Sarebbe il caso di non credere più alle chiacchiere ma valutare i fatti. Indipendentemente dalla nostra “tradizione” politica, bisognerebbe valutare volta per volta i risultati promessi e quelli effettivamente ottenuti.

Nessuno si è tagliato lo stipendio. I grillini lo hanno fatto. Eppure nessuno sembra farci più caso e si continua a deriderli come fossero pazzi.
Diamo più credito alle chiacchiere che ai fatti. Questo è un grosso difetto degli italiani.
Non sono grillino e non credo che siano perfetti. Ma se qualcuno non ruba i miei soldi posso già azzardare un po’ di fiducia. Il resto si valuterà col tempo e non a priori.
Non fatevi ingannare dalle chiacchiere. Monti disse che ci avrebbe salvato dal baratro e invece non vediamo neanche più il bordo del burrone, tant’è che siamo in fondo. Meditate 🙂 🤔

Speriamo

Renzi
Renzi è come l’ultimo ritrovato della medicina. Il farmaco salvavita che se non funziona saremo tutti morti in un lasso di tempo breve.
In un Paese dove per troppe volte abbiamo riposto le nostre speranze su personaggi che promettevano miracoli e invece ci hanno affossato ancora di più è difficile poter credere alle promesse di un singolo uomo con una classe politica invariata, o quasi.
Abbiamo un debito enorme. Non possiamo battere moneta e l’Europa pretende troppi sacrifici.
La situazione non è facile da sbrogliare, non sono un economista ma non è nemmeno tanto difficile capire che se cominciamo a risolvere i problemi adesso, ne vedremo i frutti tra dieci anni almeno.
Le promesse del Premier Renzi sono fondate su troppi “se”. Non ci sono spazi per muoversi e la concorrenza dei Paesi emergenti ci costringe ad una corsa al ribasso. Bisognerebbe rivoluzionare il nostro modo di pensare e di produrre.
Il settore manifatturiero lo abbiamo perso con la globalizzazione e bisognerebbe puntare su altre fonti ma il processo è lungo e non possiamo pretendere che cambi all’improvviso. Sempre che si inizi da subito ne avremo per un bel po’.
Renzi promette 80 euro in busta paga per maggio, e fino a maggio con tasse e balzelli vari ne pagheremo altro che 80. Non siamo economisti ma neanche stupidi. Li togli da una parte per metterli dall’altra, ma sono sempre gli stessi soldi nostri che ci tornano in misura sempre minore.

Vogliamo dare fiducia a Renzi? Certo. Facciamo come con Monti. Sembrava il salvatore della Patria e dopo pochi mesi ci siamo accorti che la direzione non era quella giusta. Ma i danni erano stati fatti. La Fornero, intanto, ha cambiato la vita agli italiani.
Tra esodati e pensioni che non vedremo mai, se non da vecchi rimbecilliti, siamo qui, dopo 3 anni, a sperare in un altro Salvatore. Speriamo, almeno questo, è gratis.

E’ Grillo il comico?

_2013Monti ha aperto una nuova via alla politica italiana. E’ stato imposto, ha salvato l’Italia e ora è sceso in campo per continuare la sua opera.
Appena insediato, circa un anno fa, sembrava un semi-dio che con i suoi apostoli avrebbe messo in riga quei cialtroni di italiani che evadono le tasse e buttano cartacce per strada.
Dopo un anno siamo un po’ più poveri ma Monti promette che se lo votiamo lui farà tante cose belle per tutti. In tanti ci credono e lo voteranno. Come voteranno quella schiera di giornalisti, economisti, giudici, magistrati che fiutando l’affare si sono buttati in politica.
In tanti hanno formato liste, partiti e partitini perché hanno capito che un pezzo di finanziamento potranno agguantarlo anche loro. Tutti contro tutti e, soprattutto, contro gli italiani. Si prospetta una totale ingovernabilità. E noi stiamo a guardare, litighiamo con quelli di destra che accusano quelli di sinistra, Casini che accusa tutti, perché lui è un moderato. Ma sono stranamente tutti compatti a non cambiare né la legge elettorale né a dimezzare i parlamentari, tantomeno a rifiutare il finanziamento pubblico o a ridursi stipendio e pensioni.
Fingono di litigare ma sembrano tutti d’accordo a spartirsi la torta, peccato che c’è quel guastafeste di Grillo che strilla dal palco. Non ha un programma, è un comico.
I politici seri hanno i loro programmi, hanno sempre la soluzione pronta, capiscono come affrontare seriamente la situazione peccato che non lo facciano mai.
Hanno perso di credibilità. Non solo Berlusconi, ma Monti che doveva essere il salvatore della Patria e che, escludeva la sua discesa politica, ora lo ritroviamo tutti i giorni in TV per illustrare la ricetta che non ha saputo applicare durante il suo Governo di tecnici con una maggioranza bulgara in parlamento.
La Lega ha perso Bossi e Vendola più che un leader è un filosofo, non parliamo di Fini che non si capisce più di quale destra fa parte. Ci resta Casini che però è moderato e gli va bene quasi tutto, basta che abbia un posto nel palazzo.
Il povero Bersani non riesce ad esprimersi bene e il suo popolo non capisce se è ancora comunista oppure ancora deve decidere.
E tutta la teoria di magistrati, giornalisti ed economisti?
Non mi venite a dire che il comico è solo Grillo!

Il Grande Bluff

Gli americani da sempre, per dire che vanno a fare un viaggio a Londra dicono “vado in Europa”. Anche se la destinazione è Campobasso, dicono “vado in Europa”.
L’Europa è stata sempre un luogo con i confini indistinti e variabili, a seconda delle epoche.
Qualcuno è convinto di appartenere ad una Unione Europea come se fosse una unione di Paesi che hanno, non dico tutto, ma qualcosa in comune.
Per il momento abbiamo l’Euro. Una moneta simile a quelle del monopoli. Il suo valore non è fisso in tutti i Paesi dell’Unione ma in compenso ha un cambio ufficiale rispetto al dollaro e alle altre valute.

Con 1 dollaro si compra una birra sia a Boston che a Seattle. Con 5 dollari ti fai un panino sia a Houston che a San Diego. Un’automobile costa lo stesso prezzo a New York come a Dallas.
Se un abitante di New Orleans va in gita a Philadelphia e chiede un’informazione per strada, saranno ben lieti di rispondergli con un accento leggermente diverso ma pur sempre in inglese-americano.
In Europa ci vuole 1 Euro per comprare una birra a Roma ma non bastano se la vuoi comprare a Parigi o a Berlino.
Un’automobile (stesso modello) non costa lo stesso prezzo a Palermo e a Monaco, non solo, ma non si può nemmeno semplicemente comprare in una città e portarsela a casa perché la burocrazia è talmente complicata che un’operazione del genere è pressoché impossibile per un cittadino comune.

Se un cittadino europeo di Firenze va in gita a Stoccolma avrà il problema della lingua. Una lingua diversa in ogni Paese dell’unione. E questo sarebbe il minimo.
Le differenze culturali sono abissali tra i vari Paesi e nessuna tradizione in comune ci rende parte di una vera Unione. Troppo diversi per essere tutti europei.
L’Europa è stato sempre un sogno e tale doveva rimanere. Ostinarsi a creare qualcosa in più che un semplice interscambio economico è impossibile e i dati odierni lo confermano.
Ci arrampichiamo sugli specchi per inseguire i Paesi più diligenti senza renderci conto che sono irraggiungibili.
Facciamocene una ragione e cominciamo a pensare come tirarci fuori da questa finta Unione che ci ha resi il terzo mondo del continente europeo.
Usciamo da questo club, non abbiamo le carte per starci dentro. Abbiamo bluffato ma ci hanno scoperti.

Chi favorisce i grillini?

Il Movimento 5 Stelle di Grillo si vanta di aver speso solo seimila euro per la scorsa campagna elettorale. Nelle previsioni di tutti i sondaggi il movimento è ormai il secondo “partito” in Italia. C’è ancora tempo per Grillo e ben presto Bersani si vedrà ad un magnifico secondo posto.
La campagna elettorale di Grillo non la fa lui dal palco o dalle televisioni, sono gli avversari che sono impegnati in questo.
Il Senato salva De Gregorio e Grillo aumenta un altro paio di punti, Bersani parla ad Ottoemezzo e regala un altro punto. Alfano si sbraccia con i giornalisti e vai con un altro punto, Casini conferma l’impegno con Monti e due punti vanno a Grillo.
I politici, quelli veri, sono impegnati a far scalare tutti i sondaggi a Beppe Grillo, che ci sia un accordo segreto con il comico?
Grillo potrebbe anche tacere, ci pensano loro, i partiti veri, a far aumentare i consensi per le 5 Stelle.
Anche il Financial Times, nella persona di Severgnini, ha dato una mano a Grillo paragonandolo a Mussolini. Dove sia la benché minima possibilità di paragone non si è capito. Ma un punto nei sondaggi, Grillo, lo ha guadagnato.
Il Movimento 5 Stelle non salverà l’Italia ma sta aiutando gli italiani a rendersi conto che è ora di cambiare con questi partiti che dicono una cosa e ne fanno un’altra.
Nella segretezza del voto De Gregorio è stato salvato. I conti non tornano. Siamo tutti convinti dell’innocenza del Senatore ma allora perché non dimostrarlo in un bel tribunale?
Tutto quello che la Casta dovrebbe fare è dimostrare che Grillo ha torto, non con le chiacchiere ma con i fatti. Semplice.

La rivolta del Pane

Mi torna in mente quella rivolta del pane descritta dal Manzoni. A Milano, nel 1628, l’assalto al forno delle grucce.
Quando si abusa troppo del popolo poi non ci si può meravigliare delle sue reazioni.
Il Ministro Cancellieri teme nuovi episodi di violenza e dice che “gli attacchi ad Equitalia sono attacchi contro lo Stato”.
Episodi di violenza sono sempre da condannare, su questo non si discute. Ma se è invece lo Stato che “attacca” il suo stesso popolo?
Equitalia non è che l’ultimo anello della catena, il braccio che deve esigere. Non ha colpe come non ha colpe l’Agenzia delle Entrate. Le Leggi, le norme e le modalità di riscossione sono dettate dalla politica. Il cerchio si chiude.
Si faccia politicamente qualcosa per evitare che la situazione precipiti. E’ ancora troppo viva, e lo sarà per sempre, quella terribile immagine di Aldo Moro.
Mettiamo da parte il pallottoliere, caro Governo, e iniziamo a fare qualcosa di tangibile per non far collassare l’Italia sulle restrizioni e abusi impossibili da sostenere. Si rivedano, intanto, le cifre accessorie che Equitalia deve imporre a chi paga le cartelle e si tenga presente che i veri evasori le cartelle di Equitalia non sanno nemmeno cosa sono.
Basta con le chiacchiere, la gente è veramente stanca. Tirare troppo la corda porta sempre a spiacevoli conseguenze. Sempre.

Il vero problema italiano

In Italia si è sempre detto che ci sono 50 milioni di allenatori che ad ogni incontro di calcio farebbero la squadra a modo loro. In questi ultimi mesi ci siamo trasformati tutti anche in valenti economisti.
Migliaia di ricette contro la crisi, soluzioni semplici a dirsi ma impossibili da realizzare.
Spesso in TV assistiamo al politico di turno che, meravigliato, snocciola dati europei sull’evasione fiscale e si chiede come mai in Italia sia così alta. Ognuno dice la sua e poi si conviene che deve cambiare la cultura, bisogna capire che pagare le tasse è un segno di civiltà, gli italiani devono cambiare il loro modo di pensare.
Un bel discorso, se il politico meravigliato venisse da Alpha Centauri, ma terribilmente ridicolo se viene da uno che da trent’anni siede inamovibile in Parlamento.
Si continua con gli stessi tediosi discorsi e si affonda sempre di più il coltello nella piaga, non solo, ma la colpa sarebbe del popolo e non di chi lo guida. Mah.
Mi ergo anch’io a valente economista, nonché scienziato di fama internazionale e decreto che: non c’è niente da fare, siamo vittime della stravaganza della natura. Nel nostro DNA oltre a tante belle altre informazioni c’è un enzima che ci porta a fottere il prossimo pensando che a noi stessi non toccherà mai e quanto più è abbondante, questo enzima, tanto più in alto ci porta. Ora, però, c’è un problemino. Ci hanno scoperto!! I mercati si sono accorti di noi e del nostro DNA malfunzionante.
Non c’è speranza di intervenire con un vaccino, le prime prove sono state fatte proprio sui politici e si è riscontrata una massiccia produzione di anticorpi che distruggono il vaccino e pure la siringa usata per iniettarlo.
Rassegniamoci, e che sopravviva il migliore.