Grazie, stiamo bene.

Renzi
Nell’aria c’era la certezza che il Movimento di Grillo avrebbe spopolato a queste elezioni europee. La sorpresa di ritrovarselo al secondo posto con la metà dei voti del PD, è stata grande.
Forse per lo stesso Renzi.

I cambiamenti fanno un po’ paura agli italiani. Fu così che la vecchia Democrazia Cristiana nonostante tutti negassero di votarla, era sempre il primo partito alle elezioni.
Ci vollero giudici e magistrati per scardinare quel potere, a tutto vantaggio di Berlusconi e di quello che poi sarà, passando attraverso varie metamorfosi, l’odierno PD. Un partito di centro sinistra che governa insieme al centro destra.
Evidentemente, il PD, dà agli italiani quella tranquillità che Grillo, urlando dalle piazze di tutta Italia non è riuscito a trasmettere, se non ai suoi fedelissimi.
È chiaro che non siamo pronti a scommettere su cambiamenti radicali della politica, neanche dinanzi a parlamentari che si decurtano lo stipendio. È veramente emblematico.

Abbiamo paura di affrontare l’ignoto politico, forse è meglio conservare lo status attuale, in fondo, a parte qualche milione di disoccupati, tutto va bene. Si tira avanti, si cerca il santo in paradiso e ci si gira dall’altra parte se lo scenario non ci piace.
Renzi ha vinto, e mi auguro che possa mettere in pratica almeno la metà delle cose che ha promesso, perché la vittoria dovrebbe essere del popolo e non dei partiti.

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Italia ricca, Italia povera.

Per fortuna gli italiani sanno il fatto loro.
Berlusconi dice che, secondo lui, la crisi non esiste e non si percepisce. I ristoranti sono pieni e prenotare un aereo è quasi impossibile.
Bersani, al contrario, parla di intere famiglie sul lastrico. Povertà galoppante e disoccupati che non hanno di che sfamarsi.
Quale sarà la verità?
Ovviamente una medaglia ha sempre due facce. Se mostriamo quella del Cavaliere vedremo che ha perfettamente ragione. E’ vero che i ristoranti sono sempre pieni e gli aeroporti colmi di gente. Si comprano telefoni e tablet senza badare a spese. E apparentemente la crisi non esiste.
Se invece mostriamo la faccia della medaglia che guarda Bersani, vedremo fabbriche che chiudono e giovani disoccupati, famiglie che non riescono ad arrivare agevolmente a fine mese e qualcuno nemmeno a metà mese.

Entrambe le facce sono lo specchio di due realtà che da sempre convivono. Anche oggi, in piena crisi mondiale ci sono quelli che vanno a ristorante e quelli che perdono il posto di lavoro.
Anche senza crisi la storia è la stessa. Ricchi, agiati, benestanti, classe media e poveri.
Per quanto abbia spulciato nei libri di storia, non ho trovato un periodo né un Paese al mondo dove non sia questa la “scaletta” dello status di un popolo, crisi o non crisi.

Siamo tutti amici

Vladimir Putin con la divisa del KGB


Quante volte ci capita di fare buon viso a cattivo gioco. E’ una pratica che serve a vivere tranquilli e possibilmente in pace con gli altri. Compromessi, piccole bugie,verità non dette o parzialmente modificate. Lo facciamo tutti, nel nostro piccolo.
E’ un modo per poter vivere in una società complessa che ha regole scritte e regole dettate dal buonsenso. Non sempre la verità porta alla soluzione migliore né alla convivenza più felice. Soprattutto quando ci sono interessi politici, economici e di stabilità di intere nazioni.
Quello che sta accadendo con Wikileaks è un esempio di quanto sia scomoda, a volte, la verità.
E’ bastato un annuncio per diffondere il panico nell’intero mondo politico mondiale. Per sapere cosa? Quello che tutti già sapevano, o sospettavano, ma facevano finta di non sapere.
Per quanto ci riguarda nessuno mai in Italia ha pensato che Putin potesse avere rapporti speciali con Berlusconi, siamo tutti anime candide, pensavamo che fossero solo buoni amici. Ora, Wikileaks ci ha svelato un segreto. Dicono che tra loro ci sono affari non proprio chiari.

Obama sta osservando Berlusconi, hanno scritto dei rapporti segreti su di lui, non si fidano, lo tengono d’occhio. Che vergogna! Che scandalo. Attenzione, è amico di Putin, quel Putin che a noi tutti ispira tanta fiducia.
Non immaginavamo mai che i servizi segreti e le varie amministrazioni americane potessero compilare rapporti su altre persone. Grazie a Wikileaks abbiamo appreso che invece esistono dei documenti “segreti” praticamente su tutto.

Mi è crollato un mito. Però, infondo, l’avevo letto su qualche romanzo che nel mondo esistono le spie, i servizi segreti, i segreti di stato, accordi segreti, manovre segrete, colpi di stato pilotati, guerre studiate, ma pensavo che fossero solo esagerazioni e che in realtà tutti i governanti erano persone sincere e cordiali. Mi ero fatto ingannare dalle pacche sulle spalle e dalle eterne strette di mano che si scambiano durante i loro incontri.
E quel Putin, sempre sorridente, elegante, cordiale. Era per me la personificazione della fiducia, si è vero, tanto tempo fa era un dirigente del KGB ma cosa vuol dire questo? I tempi sono cambiati. Il blocco sovietico non c’è più. Siamo tutti amici.
Perché Wikileaks ci vuole togliere queste convinzioni? Che facciamo adesso? Berlusconi dovrebbe litigare con Putin (che ci taglierebbe il gas) e accusare l’America di tenerlo sotto osservazione? Dichiariamo guerra a Obama o usciamo dalla NATO?
Meglio oscurare il sito delle menzogne, conviene a tutti.