Equalizziamo questo iOS !

equalizzatore
eqUno iOS via l’altro, touch di qua e touch di là, finestre volanti e multitasking ma di un semplice equalizzatore per ascoltare la musica secondo le proprie orecchie non se ne parla!
Sarebbe il caso di rivedere il player dell’ iPhone (e iPad) e dotarlo di un equalizzatore “manuale” (come in iTunes) e non di quella sfilza inutile di preimpostazioni che non si sa quale pazzo le abbia ideate.

Chissà se in uno dei prossimi aggiornamenti potremo godere di questo semplice gadget.
Tim, aspettiamo fiduciosi sperando che Steve ti illumini 🙂

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Che ora è ?

vacheron
A volte è bello stare al gioco, ma non sempre.

Non ho ancora visto nessuno con l’ iWatch al polso ma sono sicuro che non mancheranno lunghe file ai negozi per accaparrarsi l’ultimo ritrovato di casa Apple.
Un orologio che “dialoga” con il telefono, scatta foto e vi controlla la pressione. Un piccolo genio, insomma. Il telefono, ovviamente, deve essere un iPhone perché con gli altri non funziona e ha bisogno di essere ricaricato una volta al giorno.
Questo fatto non è molto pratico, ma sul fondo ha il logo della mela e per tanti è più che sufficiente.
Personalmente sono molto amante delle nuove tecnologie e ce ne sono tante che ci semplificano la vita. Molte altre la complicano e questo è inammissibile.

iwatchUn orologio dovrebbe venirci in aiuto, dovrebbe essere lì pronto a svelarci l’orario o, al massimo, la data, solo ruotando il polso di un quarto di giro. Questo invece ha bisogno di essere assistito, coccolato, vuole la ricarica ogni 18 ore, se non lo stuzzichiamo troppo, altrimenti si spegne e addio ora e data e con tutto quello che abbiamo speso saremo costretti a chiedere l’ora ai passanti.

Non fatevi abbagliare dallo Status Symbol, non è questo l’orologio che vi farà apparire ricchi e fighi, quelli veri li fanno ancora a Ginevra.
A Cupertino dovrebbero fare computers non orologi e se proprio non sapete resistere al fascino dell’ iWatch, indossatelo al polso destro perché a sinistra va l’orologio (quello vero) 😉

Unboxing

box

Vi sarà capitato certamente di cercare qualche informazione su YouTube.

É un po’ come Google ma con il vantaggio di vedere, oltre che leggere.

Su YouTube si trovano spesso ottimi tutorial su programmi, software e persino su come smontare e rimontare un computer o una lavatrice.

Potrebbe capitare di voler far da se e ci serve di vedere come hanno operato gli altri più intraprendenti di noi.

Ho trovato tutorial su come si smonta (o monta) qualsiasi cosa e devo dire che non poche volte mi è stato d’aiuto.

Meno comprensibili sono i numerosi filmati di “unboxing”, cioè disimballare e scartocciare qualcosa, soprattutto computers, telefoni e apparecchiature elettroniche in genere. E se sono con il marchio Apple, la cosa diventa ancora più “morbosa”.

Lo scartocciamento diventa una sorta di rito, come se dalla scatola dovessimo tirare fuori il Santo Graal. Ci si rigira tra le mani l’oggetto del desiderio prima di aggredirlo con forbici e attrezzi vari, ma sempre con estrema cautela e possibilmente con doverosa riverenza.

L’imballo è l’ultima barriera tra noi e l’oggetto dei desideri, l’oggetto che abbiamo sognato e che finalmente è nelle nostre mani.

Vogliamo mostrarlo a tutto il mondo e lo scartiamo in pubblico, con enfasi e religioso rispetto.

L’ Unboxing è diventata un’arte. Aprire una scatola non è più un gesto da fare distrattamente. La disposizione interna, i materiali, gli accorgimenti tecnici che ci sono dietro a quell’imballo sono fonte di ammirazione per lo scartocciatore di turno.

I piaceri della vita sono tanti, l’unboxing, secondo alcuni, è uno di questi 🙂

Video: Unboxing USB SuperDrive Apple

Aspettando il Jobs Act

Huawei Ascend G6 4G

Huawei Ascend G6 4G

Mentre in Italia si perde tempo col “Jobs Act” in Cina si lavora.
Fino a qualche anno fa i cinesi erano quelli che copiavano e rifacevano tutto ma in modo molto approssimativo, ora, mentre noi siamo fermi come rocce aspettando che il Governo decida se bisogna licenziare con o senza articolo 18, in Cina si affina la tecnica e si comincia a produrre senza copiare.
Qualcuno avrà senz’altro già usato qualche prodotto della Huawei, un nome che fino a poco tempo fa non era conosciuto da molti (e forse neanche adesso).
La Huawei già da qualche anno rifornisce il mercato mondiale di chiavette USB, modem e dispositivi minori contrastando colossi della tecnologia orientale come Samsung.
Da non molto tempo ha fatto capolino nel mercato della telefonia con prodotti sempre più invitanti.

Non ho saputo resistere a provare uno di questi prodotti ed in particolare uno smartphone dal modico prezzo di 170 € – Modello Ascend G6 4G .

Quando si parla di smartphone il pensiero corre subito all’iPhone che dovrebbe essere il modello che tutti vogliono seguire e imitare.
Messi uno accanto all’altro l’iPhone6 sembra più spesso, senza contare che non è stata inclusa nella misura dello spessore la lentina della fotocamera che sporge dal corpo del telefono 😦
Non voglio certo fare paragoni azzardati con la Apple, per carità, c’è una differenza di materiali che si nota a prima vista, l’Ascend è tutta plastica, l’iPhone è alluminio e vetro.

Le funzionalità però sono del tutto simili, non c’è niente che si possa fare con l’iPhone che l’Ascend non possa.
Non solo, ma il Bluetooth è completamente funzionante, con tutti i dispositivi, e non monco come quello dell’iPhone (e iPad). Inoltre, con una micro SD arriviamo a 32giga di memoria, cosa che non possiamo fare con iPhone.
Certo, sul dorso del telefono non c’è una mela ma una sorta di fiore, però i cinesi sono sulla buona strada e già Samsung dovrebbe tremare, ed è bene che lo facciano anche a Cupertino 🙂

In Italia siamo tranquilli, tanto non produciamo telefoni. Al massimo coltiviamo San Marzano, ma neanche quelli riusciamo ad esportare, tanto che importiamo pomodori e aglio proprio dalla Cina.

Vi terrò informati sulla durata dello smartphone cinese e se dura fino all’iPhone7 è già un successo!

 

Aggiornamento

Come tagliare una SIM Card

sim
Avete comprato un nuovo smartphone e la vostra vecchia SIM non c’entra perché è troppo grande? Niente paura, andate su YouTube e troverete centinaia di video che vi spiegheranno come fare.
Munitevi di forbici, taglierini, colla, scotch, metro, carta millimetrata, calibro di precisione e mano ferma.

Fate molta attenzione perché la SIM potrebbe rovinarsi definitivamente, e in questo modo perdereste anche tutti i numeri memorizzati su di essa, oltre a non potervi connettere alla rete.
Seguite attentamente le istruzioni ma se non ve la sentite di intraprendere un’impresa così ardua, andate dal vostro operatore di fiducia che per la prima volta vi cambierà la SIM gratuitamente o al massimo vi chiederà 10 euro che non sono poi tanti rispetto agli 800 euro spesi per il telefono 🙂

XP va in pensione!

xp
Tra pochi giorni il vecchio sistema operativo di Microsoft non riceverà più aggiornamenti. Come già successo nel passaggio del millennio, si è diffuso in rete una sorta di terrorismo e allarmismo per un possibile blocco delle attività mondiali legate al vecchio software.
In realtà agli utenti comuni che possiedono un vecchio PC, dove gira tranquillamente XP, non succederà niente, specialmente nell’immediato.
Nei sistemi della Pubblica Amministrazione nemmeno. Le precauzioni sono state già prese da tempo e i sistemi lentamente migreranno verso software più moderni ed efficienti.
Bisogna sempre considerare che qualsiasi apparato, sistema e computer connesso in rete è sempre soggetto ad attacchi da parte di malintenzionati e nessun sistema operativo è esente da bug. Chi più e chi meno.

E’ chiaro che un sistema operativo come XP è veramente superato ma per le operazioni semplici che spesso è destinato a svolgere nella gran parte degli uffici e enti non possiamo dire che sarà immediatamente pericoloso o che addirittura bloccherà le nostre tranquille attività lavorative a partire dal giorno 8 aprile.
E’ chiaro che si teme un attacco a qualche sistema meno protetto ma difficilmente questo accadrà allo scadere della mezzanotte 🙂

Per i possessori “privati” del vecchio XP il problema non è la scadenza dell’assistenza da parte di Microsoft, ma è che stanno usando un computer troppo vecchio per beneficiare di tutte le novità presenti negli attuali software. Se è vecchio XP sarà vecchio anche il computer dove il sistema è ospitato.
Si suppone che un normale utente che usi ancora XP non abbia dati preziosi sul proprio computer se non le foto delle vacanze e qualche mp3 d’annata 🙂
Forse questa è l’occasione per rimodernare il proprio apparato informatico e lanciarsi verso sistemi più attuali e magari anche gratuiti 😉

Solid State Drive

SSD
Se avete un computer vecchiotto (2 o 3 anni) potrete rinvigorirlo sostituendo l’hard disk con un nuovo disco SSD. Io l’ho fatto su un MacBook Pro del 2011 e su un HP del 2010
Non vi voglio assolutamente annoiare con particolari tecnici, che alla maggior parte degli utilizzatori non interessano affatto.
È chiaro che i due computer, da me utilizzati, hanno risposto in modo alquanto diverso. Il Mac ora ha la stessa reattività di un IPad Air e il personal dell’HP è migliorato almeno del 300%.
Se il computer è troppo vecchio non conviene fare questa operazione perché la velocità del nuovo SSD sarebbe penalizzata dal processore e dalla poca RAM a disposizione, oltre cha da altri componenti troppo obsoleti per trarne un vantaggio accettabile.
Non fatevi impressionare da tanti discorsi che si fanno in rete sull’affidabilità o sulla durata delle memorie SSD, modalità di scrittura o usura veloce. Anche gli HD magnetici si rompono.
È per questo motivo che, se ci tenete ai vostri dati, avrete sempre una copia (almeno), siano essi documenti preziosi o foto delle vacanze.
Il costo attuale di un SSD base è di circa 120 € per 250 Gb. Se avete bisogno di archivi giganteschi affidatevi ad un disco esterno da qualche Tb, ma il sistema fatelo girare su un disco relativamente piccolo, è meglio.
Da sapere, c’è che SATA III è compatibile con il vostro computer anche se ha un controller SATA II, i connettori sono identici e vanno benissimo anche se la velocità non sarà quella ottenibile con lo stesso standard (come nel caso dei miei due computer) perché la velocità della memoria SSD si adeguerà a quella massima del controller del vostro computer (ma resta velocissima).

È chiaro che mi rivolgo a chi usa il computer non per lavori intensivi e particolari. In effetti i nuovi SSD non hanno ancora abbastanza anni da poter essere paragonati come affidabilità e durata ai “vecchi” hard disk meccanici. È anche vero, però, che nemmeno gli HD sono infallibili e quindi è buona norma avere sempre una copia di tutto.
Per la durata non mi preoccuperei più di tanto, considerato che un computer dopo 2 anni è superato, perché un SSD dovrebbe essere eterno? 😉

P.S. Sul Mac avrete bisogno di un piccolo software per abilitare il TRIM che la Apple disabilita per gli SSD che non hanno il suo marchio. Lo trovate qui