Torrent

Opera Browser

E’ sconcertante come la lotta alla pirateria viene affrontata in Italia. Dopo “l’oscuramento” del motore di ricerca più famoso al mondo (per i torrent) The Pirate Bay ora è il turno di Bt Junkie che ha raggiunto in poco tempo una straordinaria popolarità tra i malfattori che si ostinano a scaricare film e musica contro le leggi italiane ed europee.

I server, sia di Pirate Bay che di Bt Junkie sono fisicamente in Svezia e quindi la magistratura italiana non ha possibilità di intervenire in modo severo, cioè ordinandone la chiusura e quindi ci si limita ad oscurarli con metodi un po’ ingenui e pressoché inutili ma che servono ad accontentare le major, almeno per il momento.

Bt Junkie non è più raggiungibile dall’Italia così come non lo è più The Pirate Bay. Non dimentichiamo che questi due motori di ricerca non contengono solo file “pirata” ma sono anche fonte di files ammessi per il libero scambio tra utenti di tutto il mondo come per esempio le release di Linux e altro materiale non soggetto a restrizioni.
Quindi oscurandoli si mette tutto in un calderone senza tenere conto degli utenti che in buona fede utilizzano questi motori di ricerca per scopi leciti.

Diciamo subito che la lotta alla pirateria è una cosa più che giusta ma dovrebbe essere condotta in modo tale da non coinvolgere anche coloro che non hanno mai scaricato un mp3 pirata e mai lo faranno. E sono proprio queste persone che vengono penalizzate da certi provvedimenti che invece non fermano la pirateria in quanto certe restrizioni sono facilmente bypassabili con semplici accorgimenti che non hanno nulla di illegale.

Per esempio i due siti in questione risultano raggiungibili senza problemi usando il browser Opera con la funzione Turbo attivata, oppure, per i più esperti, cambiando i DNS del proprio provider o ancora usando un proxy per “mascherare” la provenienza del proprio IP.
Tutte cose lecite, non vietate dalla legge di nessun paese al mondo e che neutralizzano il lavoro sia delle Procure che della Guardia di Finanza con evidente spreco di danaro pubblico.

Intanto la FIMI, la federazione industriale musica italiana è in festa perché pensa che la pirateria possa essere fermata con questi metodi non considerando che il “pirata” non si ferma certo davanti a questo tipo di censura e con la velocità delle notizie in rete con un semplice link anche il più sprovveduto utente potrà continuare a connettersi sia con The Pirate Bay che con Bt Junkie.

Download

Perché il download di musica, video e software è vietato?
In linea di principio è giustissimo perché è come se rubassimo un manufatto dal negozio di un falegname.
Esempio un po’ bizzarro, lo so, ma è proprio così. Un cantante fa un disco per venderlo, se noi lo prendiamo gratis dalla rete è come prendere lo scaffale che il falegname aveva messo fuori dal negozio per farlo ammirare ai passanti e lo portassimo a casa nostra.

Il copyright non è solo una parola ma serve a proteggere il lavoro degli altri. Come ci sentiremmo noi se ci portassero via, gratis, il nostro lavoro?

Per fare un software ci vuole tempo, studio, investimenti, tanta gente che ci lavora. Ha dei costi non indifferenti e soprattutto fa lavorare delle persone.
Andiamo su Internet e lo copiamo, senza spendere una lira. Vi sembra una cosa normale?
E’ un vero e proprio furto.
La legge punisce il download di materiale protetto da copyright.
Facciamo un passo indietro e torniamo all’epoca pre-internet
Io compravo un disco, andavo a scuola e lo prestavo ai miei compagni di classe. Eravamo in trenta. Questo disco faceva spesso il giro della scuola. Eravamo circa 1000 studenti.
Moltiplichiamo per tutte le scuole d’Italia.

C’era uno scambio. Oggi il peer to peer o, se preferite, P2P o più esplicitamente lo scambio di file è la stessa identica cosa. Solo che invece di prendere materialmente il disco e sentirselo prendiamo un mucchietto di bit e li infiliamo nel lettore mp3.

La questione non è facile da sbrogliare e le case discografiche così come i produttori di software devono garantirsi che non si rubino dalla rete i loro lavori ma nessuno mai ha vietato lo scambio materiale di un opera. Se presto un libro a 10 mila persone nessuno mi accusa di pirateria, se faccio le fotocopie e le vendo, sì.

Quale è la differenza se presto un CD oppure lo scambio via Internet con gli amici? Teoricamente nessuna. A parte che non avremo materialmente “in mano” il CD, potremo però ascoltarlo tranquillamente. Non abbiamo pagato niente ma non abbiamo niente in mano se lo scarichiamo dalla rete.
I produttori sono furbi e sanno che un mp3, se ben fatto, riproduce tal quale il brano del CD originale. Allora nasce iTunes che ti vende solo mp3 ma è ancora troppo caro per combattere la pirateria. E’ una questione di soldi, tutto è troppo caro difronte al gratuito.
iTunes ha però un grosso giro d’affari, segno che la gente ha capito che scaricare illegalmente è reato. Diamo tempo al tempo e la pirateria scomparirà da sola, i costi si abbasseranno e non varrà la pena rischiare per scaricare. Per il momento frenate la vostra voglia di download, è reato.