Pubblicità invadente

operaLo so che dà fastidio anche a voi lo sfondo pubblicitario che compare “dietro” ad ogni quotidiano on line (ma anche su tantissimi altri siti), il banner lampeggiante in alto e le pubblicità laterali.
Ci sono vari modi per evitare queste sgradevoli aggiunte, soprattutto mentre stiamo scorrendo le notizie che ci interessano.
Quando vogliamo navigare senza sentirci infastiditi da queste pubblicità, spesso anche un po’ invasive, possiamo usare una delle tante estensioni per il nostro browser preferito.
Personalmente, uso spesso Opera con l’estensione Stop Reclame che è scaricabile direttamente dal browser cliccando in alto a sinistra proprio sul “pulsante” Opera e quindi su Scarica nuove estensioni.
Buona navigazione, senza pubblicità 🙂

 

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Pubblicità ingannevole

PataLe patatine fritte che compriamo in busta al supermercato non sono fatte a mano.

La notizia, di questi giorni, viene dall’Antitrust che garantisce il consumatore italiano.

Sono rimasto alquanto deluso. Avevo sempre pensato che la busta fosse confezionata rigorosamente a mano e che la signora Giuseppina, dopo aver fritto le meravigliose patatine croccanti in una padellona con olio extra vergine di oliva le infilasse nella busta e le inviasse alla distribuzione.

L’Antitrust mi ha distrutto un mito. Si è scoperto che è tutto un processo industriale automatizzato e che le mani dell’uomo non toccano il croccante tubero fritto, nemmeno per un istante. Per questo è stata inflitta una multa ad alcuni produttori di patatine fritte che sulla confezione dichiaravano che il prodotto era “artigianale”.

Ora, vorrei essere garantito anche contro le decine di telefonate giornaliere che mi propongono contratti convenientissimi senza che nessuno li abbia richiesti, dalla pubblicità delle automobili in TV che riportano sempre prezzi di tre quarti inferiori a quelli reali con fantomatiche versioni base che poi non sono mai disponibili dai concessionari, dalle medicine miracolose ma che potrebbero essere letali e dal gioco d’azzardo che potrebbe creare dipendenza ma che intanto si pubblicizza a manetta e da altre centinaia di offerte pubblicitarie che non rispecchiano propriamente la realtà né, tantomeno, offrono realmente quello che dicono negli spot.vigorsol

Una volta, guardando la bellissima pubblicità di un noto chewing-gum e credendo in quello che facevano vedere nello spot, ho tentato di congelare un tizio che mi aveva soffiato il parcheggio. Hanno chiamato il 118 per farmi internare.

Ringraziamo perciò l’ Antitrust che ci apre gli occhi su tutte le truffe, o meglio, su tutte le esagerazioni delle pubblicità. Su quasi tutte. 😉

 

 

Evadere le tasse danneggia anche te, digli di smettere…

Non vogliamo sapere quanto è costato all’Agenzia delle Entrate lo spot commissionato e realizzato da Saatchi & Saatchi, una delle più importanti agenzie pubblicitarie al mondo.
Quello che lascia un po’ interdetti è il “povero evasore” che sembra, più che altro, un detenuto in attesa di giudizio.

E’ vero che l’evasore doveva apparire come qualcosa di losco e quasi ripugnante per colpire il pubblico e far capire che chi non paga le tasse, in quanto parassita, è anche brutto, con la barba, trasandato e con l’occhio triste…

…ma tutto questo non è vero, e la gente lo sa. L’evasore sarà anche un parassita ma non è mai pentito, anzi, ha lo sguardo sveglio, è ben rasato e soprattutto è più felice di chi le tasse le paga fino all’ultimo centesimo.

Io avrei optato per la seconda immagine. E’ più corrispondente all’evasore italiano medio.
Questa volta Saatchi & Saatchi non coglierà nel segno. Questa pubblicità farebbero meglio a ritirarla subito perché sicuramente non invoglia a pagare volentieri le tasse.
C’è chi penserà: meglio brutto, grassoccio, con la barba e sguardo torvo ma con qualche migliaio di euro in più sul conto 🙂