Grazie, stiamo bene.

Renzi
Nell’aria c’era la certezza che il Movimento di Grillo avrebbe spopolato a queste elezioni europee. La sorpresa di ritrovarselo al secondo posto con la metà dei voti del PD, è stata grande.
Forse per lo stesso Renzi.

I cambiamenti fanno un po’ paura agli italiani. Fu così che la vecchia Democrazia Cristiana nonostante tutti negassero di votarla, era sempre il primo partito alle elezioni.
Ci vollero giudici e magistrati per scardinare quel potere, a tutto vantaggio di Berlusconi e di quello che poi sarà, passando attraverso varie metamorfosi, l’odierno PD. Un partito di centro sinistra che governa insieme al centro destra.
Evidentemente, il PD, dà agli italiani quella tranquillità che Grillo, urlando dalle piazze di tutta Italia non è riuscito a trasmettere, se non ai suoi fedelissimi.
È chiaro che non siamo pronti a scommettere su cambiamenti radicali della politica, neanche dinanzi a parlamentari che si decurtano lo stipendio. È veramente emblematico.

Abbiamo paura di affrontare l’ignoto politico, forse è meglio conservare lo status attuale, in fondo, a parte qualche milione di disoccupati, tutto va bene. Si tira avanti, si cerca il santo in paradiso e ci si gira dall’altra parte se lo scenario non ci piace.
Renzi ha vinto, e mi auguro che possa mettere in pratica almeno la metà delle cose che ha promesso, perché la vittoria dovrebbe essere del popolo e non dei partiti.

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Fuori dalla Rete

Grillo_Vespa
Faceva molto comodo che Grillo non andasse in televisione, e finalmente anche lui lo ha capito.
Lasciarlo confinato nella rete era conveniente per i partiti tradizionali perché sanno bene che nel nostro Paese, grazie proprio a loro, internet non arriva ovunque.
Le piazze, per quanto piene, non possono sostituire il mezzo televisivo che è capillare e diffuso su tutto il territorio nazionale.
E dove andare, se non da Bruno Vespa? Nel programma di Vespa, talvolta, si anticipano persino le misure del Governo e quindi mai scelta fu migliore di questa.
I partiti tradizionali, quelli della Casta, ora hanno paura e temono che Grillo possa rosicchiare voti anche al cosiddetto zoccolo duro.

Berlusconi da una parte e Renzi dall’altra. Ognuno a modo suo contro Grillo. I professionisti della politica contro i novellini che vogliono mettere bocca sugli affari della politica.

Il Movimento 5 Stelle non è fatto da alieni. Sono cittadini, gli stessi che i politici vogliono governare, ma a modo loro. Sono cittadini, sono il popolo, che stanco dei soprusi si è costituito in Movimento e vuole entrare nelle stanze del potere per vederci chiaro.
All’inizio, ma ancora adesso, vengono derisi e additati dai vecchi professionisti politici come gente incapace e inadatta a governare un Paese. Non si rendono conto che sono le stesse persone alle quali, fino ad oggi, hanno chiesto il voto.
I risultati deludenti di anni e anni di politica, sempre con le stesse facce, hanno fatto nascere un nuovo Movimento. Se tutto fosse andato nel verso giusto nessuno si sarebbe mai sognato di intraprendere una così difficile battaglia. Non vi pare?

Grillo fa paura, un grande comunicatore al servizio della politica è molto fastidioso. La Casta potrebbe perdere i propri privilegi e questo è inaccettabile.
Per questo si sono coalizzati tutti contro il nemico comune. Non c’è un solo partito che potrebbe fare accordi col M5S perché perderebbe i privilegi acquisiti sfruttando la buona fede del popolo.

Destra e Sinistra hanno messo da parte l’odio reciproco perché ora c’è un nemico nuovo e comune. Tant’è che governano insieme da tre legislature.
E’ chiaro, che è per il bene dell’Italia. Ma viste le condizioni in cui siamo, o sono incapaci o sono in malafede, non c’è altra spiegazione.

Le Roi Soleil


Quando sfogliamo un giornale o leggiamo notizie dal web vorremmo informarci, sapere cosa accade nel mondo della politica, della cronaca o semplicemente sapere se piove o c’è il sole durante il week end.
In Italia è diventata un’impresa, devi leggere dieci giornali, scremare, fare una media e poi forse la notizia viene fuori.

Non per niente siamo molto in basso nella classifica mondiale che riguarda la libertà di stampa e dell’informazione in genere.
Giornali che ufficialmente non sono organo di nessun partito politico hanno sempre la tendenza a pubblicare un’opinione anziché la notizia e basta.

Stamattina leggo di una gaffe di Paola Taverna, che avrebbe confuso il Re Luigi XIV con Carlo V d’Asburgo, durante una conferenza stampa in cui criticava il Presidente Giorgio Napolitano.
L’articoletto è anche simpatico ma è chiaramente scritto per sottolineare “l’ignoranza” della Taverna. Non per dare semplicemente la notizia.
La cosa antipatica è che, sullo stesso quotidiano, nessuno si sognerà mai di pubblicare anche notizie volte a sottolineare “l’ignoranza” di politici professionisti (video) che ignorano cose ben più importanti per gli italiani.
Rassegnamoci a questo modo di fare. Basta saperlo.

E’ Grillo il comico?

_2013Monti ha aperto una nuova via alla politica italiana. E’ stato imposto, ha salvato l’Italia e ora è sceso in campo per continuare la sua opera.
Appena insediato, circa un anno fa, sembrava un semi-dio che con i suoi apostoli avrebbe messo in riga quei cialtroni di italiani che evadono le tasse e buttano cartacce per strada.
Dopo un anno siamo un po’ più poveri ma Monti promette che se lo votiamo lui farà tante cose belle per tutti. In tanti ci credono e lo voteranno. Come voteranno quella schiera di giornalisti, economisti, giudici, magistrati che fiutando l’affare si sono buttati in politica.
In tanti hanno formato liste, partiti e partitini perché hanno capito che un pezzo di finanziamento potranno agguantarlo anche loro. Tutti contro tutti e, soprattutto, contro gli italiani. Si prospetta una totale ingovernabilità. E noi stiamo a guardare, litighiamo con quelli di destra che accusano quelli di sinistra, Casini che accusa tutti, perché lui è un moderato. Ma sono stranamente tutti compatti a non cambiare né la legge elettorale né a dimezzare i parlamentari, tantomeno a rifiutare il finanziamento pubblico o a ridursi stipendio e pensioni.
Fingono di litigare ma sembrano tutti d’accordo a spartirsi la torta, peccato che c’è quel guastafeste di Grillo che strilla dal palco. Non ha un programma, è un comico.
I politici seri hanno i loro programmi, hanno sempre la soluzione pronta, capiscono come affrontare seriamente la situazione peccato che non lo facciano mai.
Hanno perso di credibilità. Non solo Berlusconi, ma Monti che doveva essere il salvatore della Patria e che, escludeva la sua discesa politica, ora lo ritroviamo tutti i giorni in TV per illustrare la ricetta che non ha saputo applicare durante il suo Governo di tecnici con una maggioranza bulgara in parlamento.
La Lega ha perso Bossi e Vendola più che un leader è un filosofo, non parliamo di Fini che non si capisce più di quale destra fa parte. Ci resta Casini che però è moderato e gli va bene quasi tutto, basta che abbia un posto nel palazzo.
Il povero Bersani non riesce ad esprimersi bene e il suo popolo non capisce se è ancora comunista oppure ancora deve decidere.
E tutta la teoria di magistrati, giornalisti ed economisti?
Non mi venite a dire che il comico è solo Grillo!

Chi favorisce i grillini?

Il Movimento 5 Stelle di Grillo si vanta di aver speso solo seimila euro per la scorsa campagna elettorale. Nelle previsioni di tutti i sondaggi il movimento è ormai il secondo “partito” in Italia. C’è ancora tempo per Grillo e ben presto Bersani si vedrà ad un magnifico secondo posto.
La campagna elettorale di Grillo non la fa lui dal palco o dalle televisioni, sono gli avversari che sono impegnati in questo.
Il Senato salva De Gregorio e Grillo aumenta un altro paio di punti, Bersani parla ad Ottoemezzo e regala un altro punto. Alfano si sbraccia con i giornalisti e vai con un altro punto, Casini conferma l’impegno con Monti e due punti vanno a Grillo.
I politici, quelli veri, sono impegnati a far scalare tutti i sondaggi a Beppe Grillo, che ci sia un accordo segreto con il comico?
Grillo potrebbe anche tacere, ci pensano loro, i partiti veri, a far aumentare i consensi per le 5 Stelle.
Anche il Financial Times, nella persona di Severgnini, ha dato una mano a Grillo paragonandolo a Mussolini. Dove sia la benché minima possibilità di paragone non si è capito. Ma un punto nei sondaggi, Grillo, lo ha guadagnato.
Il Movimento 5 Stelle non salverà l’Italia ma sta aiutando gli italiani a rendersi conto che è ora di cambiare con questi partiti che dicono una cosa e ne fanno un’altra.
Nella segretezza del voto De Gregorio è stato salvato. I conti non tornano. Siamo tutti convinti dell’innocenza del Senatore ma allora perché non dimostrarlo in un bel tribunale?
Tutto quello che la Casta dovrebbe fare è dimostrare che Grillo ha torto, non con le chiacchiere ma con i fatti. Semplice.

Non basta dimezzare

L’Italia non è la Grecia. Quante volte lo abbiamo sentito in questi ultimi mesi? E’ una frase che segue sempre un discorso di qualche politico che ci illustra il quadro della situazione e poi per non farci stare troppo in pena cita l’ormai famosa frase.
L’altra sera, guardando la trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa mi sono incantato ascoltando Angelino Alfano che, tra l’altro, continuava a illustrare una situazione immutata di schieramenti politici obsoleti. Centro-destra e Centro-sinistra, e giù a sbracciarsi per spiegare come si esce dalla crisi.
Sembra che abbiano perso tutti il senso della realtà. La gente ormai se ne fotte se sei di destra o di sinistra, è roba del secolo scorso. La foto di Monti con ABC ne è la prova. Una foto ricordo di quello che era la politica. Oggi sta cambiando tutto.

Se non contiamo “lo zoccolo duro” cioè, quella parte di elettori che voterà a destra e a sinistra perché pensano di appartenere a quelle rispettive aree, ci sono almeno la metà degli italiani che vorrebbero risolvere i problemi, o quantomeno, tentare di uscire da questa spirale che ci ha trascinato così in basso.
I vecchi politici non sono più credibili, anche se fanno i salti mortali da Vespa. Continuano a tirar fuori dal cilindro promesse di cambiamento. Mi sembra di assistere a quel vecchio gioco delle tre carte dove a perdere è sempre il cittadino onesto.
Un piccolo ma significativo esempio è il finanziamento pubblico che il popolo italiano voleva abolire con un referendum e di fatto è addirittura aumentato. Ora, Bersani in testa, propongono di volerlo dimezzare, e lo dicono con enfasi come se ci stessero proponendo un grosso affare. Dimezzare significa da 180 a circa 90 milioni di euro. Una cifra esagerata, che di fatto resta nelle casse dei partiti per i più disparati investimenti. La Camera ha votato si alla riduzione (non retroattiva). Il referendum non è stato rispettato, non è stata rispettata la volontà del popolo.

La vittoria del Movimento 5 Stelle è proprio l’espressione del disagio popolare, anche se Grillo le spara grosse, c’è una visione diversa di far politica e la dimostrazione che senza soldi e televisioni si vincono le elezioni.
La vecchia classe politica è ostinata, giammai lascerebbe la poltrona e i privilegi ad essa legati. Un esempio lampante è l’ostracismo del PD contro il “nuovo”, che potrebbe essere Renzi.
Mentre a destra e dintorni la situazione è ancora più ingarbugliata. Fini, da sempre uomo di destra (credevamo) si allea con Casini e Rutelli. Se me lo avessero raccontato una decina d’anni fa mi sarei sbellicato dalle risate, invece oggi è realtà e si chiamano Terzo Polo. Si dicono Moderati…perché, chi sono gli estremisti? Bersani? Vendola?
Berlusconi invece ha abdicato in favore di Alfano che è “giovane” e pieno di talento, lo scettro del PDL non poteva passare in mani migliori ma non c’è aria di cambiamento.
Saltiamo a sinistra di Bersani e troviamo Vendola. Ottimo uomo politico che nobilitando la famosa “supercazzola” di Amici Miei non riesce a raccontarci, in pratica, cosa farebbe se fosse al Governo e con quali alleanze (possibili) oltre alla improbabile foto di Vasto.
La Lega è stata distrutta dal suo stesso fondatore e rimangono, ormai sparpagliati, un gruppetto di camicie verdi che ancora riscuotono successo. Se Maroni ci sa fare recupera qualche voto ma solo se la famiglia Bossi fa due o tre passi indietro.
Non ci resta che Grillo. Un comico che dovrebbe tirarci fuori dai pasticci.
Nel mentre il Governo tecnico ha dovuto chiamare altri tecnici per fare le riforme, il Presidente non vede il boom e lo spread se ne infischia di tutto questo.
Non siamo come la Grecia, è vero. L’Italia è a forma di stivale, la Grecia no.