Tutti economisti

Rich-man
Nessuno si vuole sostituire ai grandi economisti italiani, per carità. Ognuno però è libero di badare alla sua personale economia.
Un trentenne con la prospettiva di pensione a 70 anni e oltre, forse comincia a ragionare in modo diverso da come lo Stato vorrebbe.
Versare i contributi oggi, su uno stipendio da fame, per avere una pensione, da miserabile, domani non è una bella aspettativa.
Se mi intasco tutto lo stipendio oggi, al domani ci bado da solo. Il discorso può essere allargato anche ai non dipendenti. Se verso meno tasse avrò un gruzzolo da parte per badare alla mia vecchiaia.
Non è un discorso da grande economista ma, se permettete, il mio domani lo gestisco io.
Ecco cosa pensano i giovani ascoltando tutti i discorsi dei grandi economisti italiani, ed ecco cosa succede se si continua a dire che i giovani non vedranno mai la pensione e se la vedranno sarà una sorta di obolo.
Aumenterà il lavoro nero e l’evasione e l’ Inps avrà sempre meno soldi da gestire 😳
Scommettiamo? 😄

Bancomat agli ottantenni

I Parlamentari si sono indignati. Oltre ai tagli al vitalizio, il Governo vorrebbe rivedere anche gli stipendi. Le Camere e i loro Presidenti hanno assicurato che sarà fatto ma su decisione dei Parlamentari stessi che dovranno prima analizzare i compensi europei e poi decidere quanto tagliare, come e quando.
Come se gli operai volessero decidere autonomamente il proprio stipendio e regalarsi anche qualche extra per le spesucce. Bizzarro, vero?
I Parlamentari europei hanno circa 5.000 euro, e molti altri privilegi, in meno.
Anche se si riuscisse a portare i compensi dei nostri Parlamentari allo stesso livello dei colleghi europei, sarebbero ancora in vantaggio perché un operaio della FIAT non prende certamente lo stesso stipendio di un operaio della VolksWagen, della Mercedes o della BMW. L’euro è lo stesso ma ha un potere d’acquisto diverso in ogni Paese europeo.
Questo un po’ ci fa arrabbiare e non ci avvicina certamente a quella equità che Monti ci ha prospettato, e non rispettato, nei provvedimenti presi fino ad oggi.
Le prospettive non sono rosee per gli italiani. Una larga fascia sociale sta precipitando verso il baratro ed è quella che regge tutta l’economia della Nazione con i consumi e le spese che tengono ancora in vita le poche imprese rimaste in attivo.
…e il Governo pensa di risolvere dando un bancomat agli ottantenni per ritirare la pensione. Ma…sogno o son desto?

I Viaggiatori della sera

Un film del 1979, scritto e diretto da Ugo Tognazzi con la partecipazione di Ornella Vanoni.
Non fu un gran film a livello tecnico. Tognazzi, grandissimo attore, non diede una grande prova come regista ma la trama fa riflettere, soprattutto oggi.
L’ho rivisto qualche giorno fa e stranamente mi è venuta in mente il Ministro Elsa Fornero mentre, in lacrime, annunciava i tagli ai pensionati.

Aboliamo le pensioni

Mal comune…guai per tutti.
Anche in Inghilterra è in atto una messa a punto del Governo sulla questione delle pensioni. Le linee guida dettate dall’Europa non lasceranno in pace neanche i sudditi di Sua Maestà, che dovranno adeguarsi anche loro all’allungamento dell’età pensionabile.
Provvedimenti simili a quelli proposti da Monti (che vengono dall’Europa) saranno adottati anche nel Regno Unito. Tutti in pensione più tardi con una scelta che sarà obbligatoria. Infatti, la soglia si alza e per godere di una pensione “massima” saremo costretti a lavorare fino a 70 anni, più o meno. Chi vorrà andare in pensione prima “per raggiunti limiti di sopportazione” dovrà accontentarsi di una pensione minima, molto penalizzata, e comunque almeno a 65 anni.
Un esercito di giovanotti che darà senz’altro una spinta vigorosa ai servizi pubblici che, almeno in Italia, già funzionano alla grande.
Largo ai giovani. Ma in quale settore?
Vedremo cosa ci proporrà l’Europa tramite il nostro Premier Mario Monti per collocare i giovani nel mondo del lavoro.
Puntiamo sulle imprese? Quali? Quelle che vanno a produrre in Cina o quelle che ormai sopravvivono a stento in pochi settori che ancora sono produttivi?
Non temete, l’Europa avrà un asso nella manica. Ci hanno assicurato che l’Italia è un Paese ricco e può farcela. Speriamo.
Intanto gli ultra sessantenni si procurino un po’ di amuleti contro il malocchio perché i giovani disoccupati hanno, per adesso, solo una speranza: un’epidemia selettiva.
Facciamo dai 60 anni in su?