Linguacce allo specchio

Miley_RihannaHo notato un certo interessamento dei maggiori quotidiani nazionali alle linguacce di Miley Cyrus. Almeno un paio di volte a settimana troviamo l’articoletto che ci mostra l’ultima foto “scandalosa” della divetta ex Hannah Montana.
Da questo, ne è nata una discussione simpatica su Twitter. Molti papà sono preoccupati delle loro figlie adolescenti che nell’intimo del proprio bagno si esibiscono (e si fotografano) in linguacce, labbra a culo di gallina e altre simpatiche smorfiette da pubblicare poi su Facebook.
Può essere pericoloso? No, se ci si ferma a questi innocenti scatti nello specchio del cesso di casa. Sì, se vanno oltre.
Forse è compito dei genitori sorvegliare e, per quanto possibile, far capire alle figlie ( e figli) teenagers che le attrici e cantanti lo fanno per mestiere.

In particolare si parlava di Miley Cyrus, proprio perché il passaggio da bambina, un po’ impertinente, a sex symbol è stato un po’ troppo repentino e ha lasciato interdetti i piccoli fans.
Ebbene, ormai la Miley è cresciuta e siccome deve lavorare ancora si è inventata un nuovo personaggio. Deve competere con tante altre giovinette che altrimenti la lascerebbero morire di fame.
Dovremmo spiegare ai figli che dietro al personaggio e ad ogni linguaccia c’è un’attenta regia di qualcuno che studia di notte cosa far fare a Miley (e alle altre) il giorno dopo.
Spiegare che non vanno a scuola vestite con shorts e chiappette di fuori e non fanno le linguacce nella metro o nel bus.
Insomma far capire ai ragazzi che quella è una finzione.
MRA
Per farglielo capire meglio basta mostrare le foto dei loro idoli quando non sono al lavoro e non devono mostrarsi al pubblico: Occhialoni neri, senza trucco e vestiti tutt’altro che sexy.

Annunci

Un popolo che cinguetta

Cornell University

Mentre in Italia si tagliano i fondi per la ricerca, negli USA un gruppo di ricercatori della Cornell University di New York ha effettuato uno studio su Twitter.

Cosa è venuto fuori da questa ricerca?
Bene, il gruppo della Cornell ha scoperto che i “cinguettii” su Twitter sono molto più ottimisti la mattina e ad inizio settimana per poi diventare più tristi e pessimisti verso sera.

Durante le feste e nei weekend torna il buonumore per poi crollare di nuovo quando si riprende il lavoro e la solita vita.

Lo studio non è stato semplice, hanno preso in esame frasi, parole, espressioni diverse, per poter esaminare e catalogare gli stati d’umore della gente e hanno controllato con quale cadenza si ripetevano nei diversi periodi temporali.

Ora sappiamo che gli inglesi di mattina sono più ottimisti di francesi e portoghesi ma un po’ meno di americani e australiani…di italiani non si parla, forse perché “ci rode” sia di mattina che di sera.

Insomma, la ricerca, in definitiva ha stabilito che mediamente le persone che scrivono su Twitter sono abbastanza serene.
Chissà se hanno considerato che forse le persone che “cinguettano” su Twitter, mediamente, non devono avere, di fatto, grossi problemi e che una ricerca fatta in questo senso non è molto rappresentativa rispetto ad un intera popolazione né ad uno stato d’animo di un popolo nella sua interezza.