Plutonio, autostrade e mulini a vento

I giapponesi sono notoriamente efficienti. L’autostrada costruita solo dopo sei giorni dal grande sisma ne è un esempio.
I problemi che la Tepco sta avendo con i reattori nucleari di Fukushima non sono stati affrontati come ci si aspettava da un popolo così organizzato.
Il motivo non ci è dato saperlo ma sappiamo che il problema è molto più grave di quello che si era prospettato al principio.
I reattori sono fuori controllo e la radioattività si diffonde rapidamente non solo in Giappone ma su tutto il pianeta, tramite nubi, cibi, e altro.
Arginare il problema non è cosa da poco.
La tragedia capita proprio quando in Italia si stava per discutere sulla necessità di costruire nuove centrali.
Siamo circondati da centrali atomiche sparse un po’ ovunque e sembra che la gestione, oltre alla già problematica faccenda dello smaltimento delle scorie, sia veramente una questione imprevedibilmente pericolosa.
Terremoti, attentati e quant’altro rendono l’energia nucleare una bestia che è difficile addomesticare con conseguenze troppo pericolose per essere sottovalutate.
E’ vero che il mondo ha bisogno di energia ma a questo punto bisognerebbe mettere da parte i fanatismi e cercare insieme (a livello mondiale) di ripensare al nostro futuro affinché il pianeta e l’umanità abbiano una possibilità in più di sopravvivere.
L’Italia è circondata da centrali. Se una di queste esplode, per un motivo qualsiasi, siamo fritti 😦 Non siamo neanche giapponesi e quindi moriremmo molto prima di trovare la soluzione per arginare il problema, basandosi sul fatto che in Giappone un’autostrada di 815 Km si ripara in sei giorni e la Salerno-Reggio Calabria in circa trent’anni è ancora incompleta.
Lascerei stare il Plutonio e mi concentrerei sui mulini a vento o altre soluzioni alternative valide. Se l’Italia riuscisse a fare una cosa del genere, non potendo ordinare alla Francia e agli altri vicini di smantellare le loro centrali, non compreremmo nemmeno la loro energia con il risultato che quelle stesse centrali prima o poi sarebbero inutili e quindi dismesse 🙂
Si, lo so che è impossibile ma il pericolo è troppo grande per essere sottovalutato, se si farà un referendum per il nucleare…tenete bene a mente l’autostrada… 😐

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Nucleare?

Non sarà come Chernobyl. Potrebbe essere peggio. La zona è molto più densamente popolata e i reattori non sono uno ma almeno quattro. Chiaramente fuori controllo, non si sa più come raffreddare le barre radioattive. Per assurdo ci vorrebbe un altro tsunami che allagasse i contenitori.
Gli americani manderanno dei “droidi” aerei senza pilota per controllare la situazione ma non per raffreddare il materiale atomico. Chi si avvicina alla centrale muore.
I giapponesi dovranno sacrificare gruppi di uomini che si avvicenderanno nello “spegnimento” delle barre radioattive. Una cinquantina di eroi alla volta che vanno, buttano acqua, muoiono e subentrano altri fino al raffreddamento completo dei reattori (che impiegherebbero una settimana per raffreddarsi), quanti eroi ci vogliono?
Se non ci sono volontari le barre fonderanno rilasciando nell’aria, nell’acqua e nella terra una quantità di radiazioni che al confronto Chernobyl nemmeno possiamo considerarlo.
Una tragedia senza precedenti.
La TEPCO, ma ancora di più il governo giapponese, è colpevole di non aver preteso controlli più idonei sulle sue numerose centrali obsolete sparse per le isole nipponiche e il venerabile Imperatore doveva forse interessarsi prima del problema invece di apparire a cose fatte per benedire il popolo.
In Italia ci accingiamo a costruirne di nuove, ma le nostre saranno moderne e sicure con molteplici controlli e con rigorosi sistemi di protezione.
Io sono tra quelli favorevoli al nucleare perché abbiamo bisogno di energia e non possiamo continuare a comprarla. I nostri governanti però dovrebbero rassicurarci di più sulla gestione di una materia così pericolosa. Dovrebbero dimostrare una organizzazione e una competenza esemplare, una capacità di gestione veramente impeccabile.
Per esempio dimostrando con cose infinitamente meno pericolose di saper gestire una situazione critica.
Quando a Napoli non ci sarà un solo sacchetto di immondizia per strada vorrà dire che potremo iniziare a parlare di nucleare.