Sanremo 2017

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Come chi votava Democrazia Cristiana non lo confessava volentieri, così si nega di seguire Sanremo.
Spesso si snobba per non essere confusi con la massa cha ama le canzonette e le performance nazional-popolari di conduttori e ospiti.
Quest’anno la fantastica idea di fare il riassunto di tutte le canzonette, non vincitrici, che hanno fatto la storia di una parte della musica italiana.
Non so se anche voi, come me, avete notato che la fama delle canzoni andava diminuendo col passare degli anni.
Fino agli anni ’80 c’erano quelle canzoni che tutti indistintamente fischiettavano e comunque conoscevano. Più si va avanti e più le canzonette si fanno “deboli”, con una diffusione comunque decrescente rispetto ai successi del passato.
Probabilmente perché la platea dei “Big” dovrà confrontarsi sempre di più con le canzonette provenienti dall’estero e che paragonate all’italica melodia sono, se non altro, più incisive e sicuramente più innovative e tecnicamente perfette.

L’idea di “sfruttare” la popolarità di Maria De Filippi per accaparrarsi un pubblico più giovane della media di Sanremo è stata buona ma il contesto è rimasto lo stesso.
Cantanti mediocri, alcuni più bravi ma senza nessuna vera novità.

L’esibizione, fuori gara, di Tiziano Ferro ci dimostra come i veri “big” si tengano fuori da un concorsone per paura di perdere la credibilità qualora non vincessero il primo premio.
Da anni Sanremo è sempre più una Castrocaro di lusso e sempre meno il Festival della canzone italiana.

Detto questo, godiamoci le altre quattro serate, hai visto mai che Clementino, il “giovane rapper” avellinese (35 anni) si sveli come il nuovo Celentano? 😱

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