Sanremo 2017

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Come chi votava Democrazia Cristiana non lo confessava volentieri, così si nega di seguire Sanremo.
Spesso si snobba per non essere confusi con la massa cha ama le canzonette e le performance nazional-popolari di conduttori e ospiti.
Quest’anno la fantastica idea di fare il riassunto di tutte le canzonette, non vincitrici, che hanno fatto la storia di una parte della musica italiana.
Non so se anche voi, come me, avete notato che la fama delle canzoni andava diminuendo col passare degli anni.
Fino agli anni ’80 c’erano quelle canzoni che tutti indistintamente fischiettavano e comunque conoscevano. Più si va avanti e più le canzonette si fanno “deboli”, con una diffusione comunque decrescente rispetto ai successi del passato.
Probabilmente perché la platea dei “Big” dovrà confrontarsi sempre di più con le canzonette provenienti dall’estero e che paragonate all’italica melodia sono, se non altro, più incisive e sicuramente più innovative e tecnicamente perfette.

L’idea di “sfruttare” la popolarità di Maria De Filippi per accaparrarsi un pubblico più giovane della media di Sanremo è stata buona ma il contesto è rimasto lo stesso.
Cantanti mediocri, alcuni più bravi ma senza nessuna vera novità.

L’esibizione, fuori gara, di Tiziano Ferro ci dimostra come i veri “big” si tengano fuori da un concorsone per paura di perdere la credibilità qualora non vincessero il primo premio.
Da anni Sanremo è sempre più una Castrocaro di lusso e sempre meno il Festival della canzone italiana.

Detto questo, godiamoci le altre quattro serate, hai visto mai che Clementino, il “giovane rapper” avellinese (35 anni) si sveli come il nuovo Celentano? 😱

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Lo spettacolo è garantito

sanremo2015

È difficile trovare una persona che sia affascinata dal Festival di Sanremo e tanto meno dalle sue canzoni.

Nonostante tutto, però, siamo sempre tentati di dare uno sguardo a cosa succede all’Ariston e inevitabilmente ci si ritrova a seguire le cinque lunghe serate della maratona canterina.

Snobbare il Festival è stato sempre uno sport nazionale, soprattutto dopo l’avvento dell’era beat, quella dei capelloni, per intenderci (fine anni ’60 fino agli inizi ’80).

Quando la musica italiana cominciava ad essere influenzata dal mondo anglosassone e dalla musica rock, che ha stravolto le melodie italiche tanto care alle nostre nonne.

Un tempo, le canzoni di Sanremo erano veramente cantate da tutti, anche perché solo quelle c’erano e un brano restava in classifica anche svariati mesi.

Oggi, che siamo sommersi da musica proveniente da tutto il mondo, è abbastanza difficile che dal Festival venga fuori un talento veramente interessante.

Bisogna considerare che quelli che una volta erano i “big” della canzone italiana si sono invecchiati tutti, se non estinti. Oggi si considera big chiunque canti da un paio d’anni o basta che abbia vinto qualche selezione televisiva di aspiranti usignoli.

Inoltre, un brano dura pochi giorni e viene “consumato” subito a causa dell’incessante flusso di musica che viene soprattutto dal mercato estero (di qualità nettamente superiore, purtroppo).

A volte è anche penoso assistere all’esibizione di qualche nuova proposta che non si sa in che modo e perché sia arrivata sul palco dell’Ariston.

Questo Festival, privo di “big” (o presunti tali) non ha niente da invidiare a quelli precedenti, anche perché quei pochi cantanti più blasonati che abbiamo non si sognano nemmeno di andare a gareggiare con altri rischiando di rovinarsi l’immagine.

Ecco perché ci ritroviamo ad ascoltare pseudo-big che devono pur vivere, e in mancanza di un vero affermato successo li ritroviamo sul palco dell’Ariston a cantare l’ennesima canzone mediocre che piacerà a quei pochi fans che fortunatamente, per loro, hanno.

Più che una gara canora, ormai il Festival è una passerella per dare una spinta a chi arranca verso il successo, vuoi per inadeguatezza, vuoi per sfortuna (tra le sfortune c’è quella di non trovare autori validi).

Lo spettacolo è garantito, quindi, nel bene e nel male e quest’anno Carlo Conti è stato bravo a non farci rimpiangere nessuno dei suoi predecessori.

L’ultima serata sarà interessante per scoprire chi vince e, soprattutto, perché.

Se seguite Sanremo, non fate troppo caso alle canzoni ma allo spettacolo e vedrete che sarà divertente. Arisa mica è lì per caso 🙂

 

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