Stop Pirates!

Tutte le cose prima o poi finiscono. Non ha fatto eccezione Bt Junkie, già oscurato dai provider italiani, ora ha chiuso definitivamente i battenti.
Probabilmente la paura di seguire la stessa sorte di Megavideo ha spinto i gestori del motore di ricerca a porre fine alla loro, e un po’ nostra, avventura.
Chi abitualmente scaricava illegalmente film e musica si sentirà orfano. Lo scambio di file in rete diventa sempre più difficile. Giustamente la pirateria deve essere combattuta ma non è chiudendo siti del genere che si risolve. Anche perché morto un Papa se ne fa sempre un altro e lo abbiamo visto dalla chiusura di Napster in poi.
Bisogna rassegnarsi. Prima o poi Internet sarà regolata e imbrigliata come una “televisione” : o paghi o niente contenuti. Ci stanno provando i giornali che già fanno pagare la versione Mobile e ci ha provato, con ottimo successo, iTunes e altri minori. Alcuni giornali esteri fanno pagare tutto, anche gli articoli che noi ancora leggiamo gratis dai quotidiani nazionali. Ma ancora per poco. Non disperiamo, se Internet sta morendo, così come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi, si apriranno altre vie per la comunicazione globale e, soprattutto, gratuita.
Buon download! (legale, s’intende!) 🙂

Torrent

Opera Browser

E’ sconcertante come la lotta alla pirateria viene affrontata in Italia. Dopo “l’oscuramento” del motore di ricerca più famoso al mondo (per i torrent) The Pirate Bay ora è il turno di Bt Junkie che ha raggiunto in poco tempo una straordinaria popolarità tra i malfattori che si ostinano a scaricare film e musica contro le leggi italiane ed europee.

I server, sia di Pirate Bay che di Bt Junkie sono fisicamente in Svezia e quindi la magistratura italiana non ha possibilità di intervenire in modo severo, cioè ordinandone la chiusura e quindi ci si limita ad oscurarli con metodi un po’ ingenui e pressoché inutili ma che servono ad accontentare le major, almeno per il momento.

Bt Junkie non è più raggiungibile dall’Italia così come non lo è più The Pirate Bay. Non dimentichiamo che questi due motori di ricerca non contengono solo file “pirata” ma sono anche fonte di files ammessi per il libero scambio tra utenti di tutto il mondo come per esempio le release di Linux e altro materiale non soggetto a restrizioni.
Quindi oscurandoli si mette tutto in un calderone senza tenere conto degli utenti che in buona fede utilizzano questi motori di ricerca per scopi leciti.

Diciamo subito che la lotta alla pirateria è una cosa più che giusta ma dovrebbe essere condotta in modo tale da non coinvolgere anche coloro che non hanno mai scaricato un mp3 pirata e mai lo faranno. E sono proprio queste persone che vengono penalizzate da certi provvedimenti che invece non fermano la pirateria in quanto certe restrizioni sono facilmente bypassabili con semplici accorgimenti che non hanno nulla di illegale.

Per esempio i due siti in questione risultano raggiungibili senza problemi usando il browser Opera con la funzione Turbo attivata, oppure, per i più esperti, cambiando i DNS del proprio provider o ancora usando un proxy per “mascherare” la provenienza del proprio IP.
Tutte cose lecite, non vietate dalla legge di nessun paese al mondo e che neutralizzano il lavoro sia delle Procure che della Guardia di Finanza con evidente spreco di danaro pubblico.

Intanto la FIMI, la federazione industriale musica italiana è in festa perché pensa che la pirateria possa essere fermata con questi metodi non considerando che il “pirata” non si ferma certo davanti a questo tipo di censura e con la velocità delle notizie in rete con un semplice link anche il più sprovveduto utente potrà continuare a connettersi sia con The Pirate Bay che con Bt Junkie.