Si scinde, un po’

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La società del benessere così come l’abbiamo conosciuta è finita.
La rivoluzione industriale non si arresta. Se agli inizi sembrava una svolta per l’umanità, oggi ci appare come la sua condanna.
La classe operaia è destinata a scomparire o a ridursi a pochi elementi per quei lavori umili, mal pagati e impossibili da automatizzare.
Non sono i “partiti” di sinistra a scomparire ma è la massa di persone che poteva identificarsi in essi che sta scomparendo. La causa non dev’essere confusa con l’effetto.
In Italia la situazione è più critica che altrove per l’inefficienza della classe dirigente e per l’ inadeguatezza di molti politici, ma il resto del mondo non se la passa molto meglio.

Il lavoro è diventato precario ovunque. E servono sempre meno persone per qualsiasi tipo di lavoro.
In TV si parla tanto di agevolare le imprese ma non si tiene conto che un’impresa che prima aveva bisogno di 40 persone, oggi farebbe lo stesso lavoro con 10.
E non si considera che la globalizzazione consentirebbe a quella stessa impresa di andare a produrre dove le tasse sono meno invadenti.
Nella stessa Europa non si riesce ad avere una tassazione omogenea, figuriamoci se possiamo solo immaginare una competizione, alla pari, con Paesi come la Cina o il resto dell’estremo oriente.

È una battaglia persa. La ripresa non ci sarà mai. Non per tutti, almeno.
Il boom economico degli anni ’60 rimarrà un caso isolato nella storia perché le condizioni globali non consentono più il benessere su una così ampia scala di fasce sociali.
Con le dovute differenze, il boom fu a vantaggio sia degli operai che della media e alta borghesia. Oggi, questo non è più possibile.

In una situazione già precaria si inserisce l’esodo di milioni di persone che dai Paesi più poveri si sposta verso quei Paesi dove l’apparente benessere li attira verso una trappola che alla fine ci costringerà a soccombere tutti. A favore di pochi.
Un esodo che visto globalmente sembra quasi come manovrato dall’alto.
Dall’Africa non c’era mai stato prima un esodo così massiccio verso l’Europa. Così come mai c’era stato in oriente, dai Paesi più poveri verso quelli emergenti (ormai emersi), e mai verso l’Australia, c’era stato un esodo così imponente.
Un caso? Può darsi.

Il “gomblotto” potrebbe essere dietro l’angolo. Ma illustri studiosi e i politici ci spiegano che tutto è l’effetto delle cattiverie occidentali perpetrate nel tempo verso gli Africani. E in Oriente? E in Australia?
Si sono ricordati tutti insieme che stavano male e hanno deciso di migrare? E quelli più poveri, veramente poveri, continuiamo ad aiutarli con un SMS da un euro? La situazione non quadra.
Tutta questa gente dopo la prima accoglienza dovrà essere collocata da qualche parte. Dove?
È proprio di oggi la notizia che a Treviso per un posto da “stradino” si sono presentate 165 persone, italiane. Tutte laureate.

La situazione è grottesca se non fosse prima tragica.
Dove metteremo le migliaia di africani che stiamo accogliendo? Quali lavori potranno fare se non ne abbiamo per noi stessi?

Non credo che una Nazione non sappia cosa si deve fare in casi del genere ed è per questo che si pensa ad un disegno più ampio voluto da qualcuno.
Non voglio nemmeno accennare al discorso dei buonisti e degli xenofobi. Sono battibecchi per il popolino.
Qui c’è una situazione grave e nessuno sa dare una soluzione plausibile.
L’esodo non si ferma e la situazione peggiora.

Non voglio immaginare quando l’Europa sarà satura di africani, da diventare ingestibile, e le frontiere verranno protette, come si potrebbe fare già oggi, in maniera meno violenta.

emilianoaIn questi giorni siamo tutti presi con l’Assemblea del PD. Si scindono, non si scindono, si scindono un po’. Tutto questo sembra assurdo, in un Paese che è pieno di emergenze irrisolte.
Se il PD si scinde o si scioglie a noi non cambia niente.
Come quando vince la Nazionale di Calcio ed esultate. Il giorno dopo, sempre disoccupati siete.
Ecco, ora se esultate per Emiliano segretario o per il ritorno del grande Renzi, il giorno dopo nessuno dei due vi regala niente.
E non vi regalano niente nemmeno Salvini, Grillo o Berlusconi.
Il nostro è un ruolo predeterminato: il popolo.
E come tale, serviamo a litigare tra noi affinché chi governa possa fare i propri comodi, a turno.
Rassegnatevi o , in alternativa, buttatevi in politica che lì un vitalizio non si nega a nessuno.
😱😄

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È una ragazzata!

tiziano_matteo
Le notizie in Italia bisogna filtrarle, analizzarle, capovolgere e rivoltarle.
Poi, forse, si riesce a capire la realtà dei fatti.
I giornali a tiratura nazionale hanno sempre una tendenza ad assecondare il governo di turno. Così come i Telegiornali. Anche quelli considerati più obiettivi.
È naturale un comportamento del genere quando gli editori sono parte, più o meno camuffata, della politica del Paese.
Le notizie “sparate” in prima pagina e i titoloni li vediamo solo quando è l’avversario politico ad essere nei pasticci.
L’insistenza su una notizia, spesso fasulla, viene ripetuta più volte fino a che diventa verità. Si ingigantiscono particolari e si enfatizzano le parole fino a trasformare un problema irrilevante in uno scandalo nazionale.
Questa tecnica è stata usata fin dagli albori della stampa e man mano perfezionata e veicolata, prima attraverso la televisione e poi nella rete.

Il sindaco Marino, a Roma, è stato prima osannato da giornali, TV e web e poi miseramente deriso dagli stessi giornali, TV e web. Il padrone aveva cambiato idea e i media si sono uniformati, accodati e sbizzarriti.
Stessa sorte per il sindaco Raggi. Prime pagine, titoloni, insinuazioni, mezze parole. Tutti contro i grillini, qualsiasi cosa venga detta o fatta. La parola d’ordine è: screditare.
I compagnucci di partito, i padroni (del momento) vengono piazzati in piccoli angoli del giornale, con piccole foto, titolini senza enfasi. Seminascosti agli occhi dei lettori più distratti. I TG danno la notizia a mezza bocca e con toni tranquillizzanti. Uno scandalo enorme viene derubricato a “ragazzata”.

Non per niente siamo al 77° posto per la libertà di stampa.
Qualche direttore di giornale si difende, è ovvio.
Sono rari i carcerati che ammettono le loro colpe. Tutti innocenti.
Non ostante questi comportamenti, i vari sondaggisti si chiedono come mai il Movimento di Grillo non perde voti nemmeno con questo fuoco incrociato di giornali, TV, web e controweb??
Semplice, la gente sta iniziando a scremare le notizie. Era ora. 🙂

Sanremo 2017

sanremo2017
Come chi votava Democrazia Cristiana non lo confessava volentieri, così si nega di seguire Sanremo.
Spesso si snobba per non essere confusi con la massa cha ama le canzonette e le performance nazional-popolari di conduttori e ospiti.
Quest’anno la fantastica idea di fare il riassunto di tutte le canzonette, non vincitrici, che hanno fatto la storia di una parte della musica italiana.
Non so se anche voi, come me, avete notato che la fama delle canzoni andava diminuendo col passare degli anni.
Fino agli anni ’80 c’erano quelle canzoni che tutti indistintamente fischiettavano e comunque conoscevano. Più si va avanti e più le canzonette si fanno “deboli”, con una diffusione comunque decrescente rispetto ai successi del passato.
Probabilmente perché la platea dei “Big” dovrà confrontarsi sempre di più con le canzonette provenienti dall’estero e che paragonate all’italica melodia sono, se non altro, più incisive e sicuramente più innovative e tecnicamente perfette.

L’idea di “sfruttare” la popolarità di Maria De Filippi per accaparrarsi un pubblico più giovane della media di Sanremo è stata buona ma il contesto è rimasto lo stesso.
Cantanti mediocri, alcuni più bravi ma senza nessuna vera novità.

L’esibizione, fuori gara, di Tiziano Ferro ci dimostra come i veri “big” si tengano fuori da un concorsone per paura di perdere la credibilità qualora non vincessero il primo premio.
Da anni Sanremo è sempre più una Castrocaro di lusso e sempre meno il Festival della canzone italiana.

Detto questo, godiamoci le altre quattro serate, hai visto mai che Clementino, il “giovane rapper” avellinese (35 anni) si sveli come il nuovo Celentano? 😱

Sciagura politica

Spazzaneve
Più della nevicata straordinaria, sconvolge apprendere che le strade in Abruzzo sono impraticabili se la neve supera i 50 cm.
Il fatto che gli spazzaneve a turbina debbano arrivare da Bolzano è una vergogna per le Amministrazioni locali.
La causa principale della tragedia dell’ Hotel di Rigopiano non è da attribuire né alla neve né al terremoto.
L’albergo non doveva stare lì. La Magistratura, come al solito, accerterà le responsabilità a cose fatte. Ancora una volta gli intrallazzi della politica, le corruzioni e gli abusi sono la causa dei nostri mali.

Non solo si costruisce lì dove non si doveva ma è bastata una nevicata per isolare completamente una struttura in mezzo al nulla.
La strada di accesso all’Hotel doveva rimanere sgombra dalla neve.
Intere frazioni isolate in mezzo all’Appennino sono responsabilità degli Amministratori locali che hanno solo pensato a farsi eleggere senza badare ai doveri che li attendevano.

Come a livello Nazionale, così a livello locale la politica pensa solo a se stessa e non ad amministrare i cittadini e proteggerli in caso di bisogno.
Quando sopraggiunge la tragedia si presentano in TV con le facce contrite e frasi di circostanza.

Rigopiano è solo la punta dell’iceberg. Ad Amatrice e dintorni, la stessa difficoltà di circolazione stradale impedisce un efficace aiuto, soprattutto ai centri più isolati.
Intanto si costruiscono autostrade inutili (BreBeMi) in una Nazione dove basta una nevicata abbondante per isolare interi paesi con una rete stradale già difficoltosa da percorrere senza neve (e senza spazzaneve).

E adesso, scusate, vado a seguire la riffa per l’attribuzione delle prime casette di legno (containers truccati da casette) che si terrà ad Amatrice 😳

L’apparenza inganna

Trump
I vecchi proverbi non sbagliano quasi mai.
Il Nobel a Obama solo perché era nero, le tante “Ministre” donne e la voglia di integrazione con altri popoli ci hanno portato ad una situazione di emergenza che forse non ha precedenti in tempi di “pace”.
Ci siamo fatti ingannare dalle apparenze.
Ci siamo fidati della pelle nera di un Presidente che avrebbe dovuto stravolgere gli Stati Uniti in meglio, solo perché abbiamo immaginato che un nero potesse essere dalla parte della sua gente o comunque dei meno fortunati.
Non abbiamo mai considerato che per arrivare ad essere Presidente non veniva certamente da nessun ghetto e che il colore della pelle era un particolare talmente trascurabile da metterlo sullo stesso piano di qualsiasi irlandese o italiano o tedesco o…
Ci è bastato che fosse nero per decidere che meritava un Nobel per la pace e che senz’altro avrebbe migliorato i negri, portoricani e messicani d’ America.
Alla fine del mandato non è stato migliore di nessun altro Presidente americano, anzi.

FedeliLe quote rosa, le donne al Governo.
Pensavamo (speravamo) che avrebbero risolto tutti i problemi della sporca politica dei maschiacci che da sempre fanno e disfanno intrallazzi di potere.
Ci siamo ritrovati con donne che hanno oscurato la fama della buonanima di Giulio (Andreotti) e hanno peggiorato una situazione già d’emergenza.
Senza contare l’assurdità di Ministre senza titolo di studio piazzate al Ministero dell’Istruzione. Un vero oltraggio alla cultura e agli studenti di tutte le età.
Una contraddizione per tutti coloro che vanno a scuola per conseguire un titolo di studio che lo stesso Ministro (Ministra?) non ha mai conseguito.
Come se #MastroTitta fosse stato incaricato di curare il mal di gola!
Amri
E i poveri #migranti che scappano dalle guerre?
Qui non si tratta di essere di destra o di sinistra. È un modo obsoleto e stupido di vedere la realtà.
Ci si è sbracciati per accogliere una marea di migranti economici e avanzi di galera spacciandoli per rifugiati, creando un caos che ci porteremo avanti per anni se non per sempre, se non cambiamo atteggiamento.
È stata urlata a gran voce “l’integrazione” delle culture.
Si pretende di integrare popoli che hanno attraversato il ’68 con popoli proiettati a forza e repentinamente nel ventunesimo secolo.
Il #buonismo senza limiti si scontra con la chiusura totale di chi teme che la situazione peggiori. Un punto d’incontro è difficile se ci sono interessi economici dietro alla finta “accoglienza” di chiunque sbarchi sulle nostre coste.

Un 2017 senza soluzione di continuità con l’anno precedente non porterà nulla di buono se a prevalere saranno vecchi pregiudizi, buonismi a oltranza e interessi economici.

La “sospetta” amicizia tra Putin e Trump già sta allarmando mezzo mondo, quando io e tanti altri abbiamo sempre temuto l’odio che c’era tra Russia e America (US).
Si sono stravolti i modi di vedere le cose. Il bianco non è più bianco e il nero non è più nero. Si vede che a qualcuno conviene così.

Mentre scrivo, il TG racconta dell’ultimo attentato terroristico.
Il primo del 2017 a Istànbul.

Buon anno a tutti 🙂

il Buonismo ci ucciderà

berlino

Berlino


Vorrei capire qual è il limite oltre il quale si cominceranno a prendere provvedimenti seri e ad arginare l’invasione da parte di popoli ostili.
Ad ogni attentato si ripetono sempre le stesse parole di circostanza e si depongono fiori. Fino alla tragedia successiva.
La teoria che “non sono tutti cattivi” non regge più o non è più sostenibile. Il rischio è troppo alto, e se anche i terroristi fossero uno su un milione sarebbe comunque troppo.
L’integrazione è una favola contraddetta dai fatti. La stessa Europa con i suoi popoli non è integrata al suo interno, figuriamoci con gente di altri continenti.
Gli scambi culturali possono avvenire solo se nessuno vuole imporre la sua “cultura” agli altri. Noi stiamo subendo attacchi mirati alla distruzione delle nostre tradizioni e modi di vivere. E non ci difendiamo.
 
I popoli europei sono stanchi di questi attacchi ma i governanti fingono che tutto vada bene e si continua a deporre fiori sui luoghi delle stragi.
C’è qualcosa che non torna. Non si riesce a capire perché non siamo più in grado di difendere i nostri confini, anzi, non vogliamo più difenderli, che è peggio.
 
Ostinarsi a proseguire su questa strada ci porterà il caos in casa e quando ci sgozzeranno qualcuno deporrà un fiore sul marciapiede.
Questa visione del futuro non mi affascina.
Essere buoni non significa soccombere.

Non è una leggerezza

Fedeli

Non è una leggerezza.
Si provi a fare un concorso pubblico dichiarando di essere in possesso di Diploma di Laurea e poi una volta vincitori, cioè comunque bravi e adatti al ruolo, si confessi di essere in possesso solo di un Diploma di Scuola Professionale. Vi cacciano all’istante.
Qui non si tratta di aver dichiarato di essere vegani e poi di nascosto ci si attacca a una bistecca fiorentina.
Millantare un titolo di studio, oltre che vietato, è anche la mera dimostrazione della propria inadeguatezza.
Non è una semplice bugia di poco conto o una distrazione, e tantomeno una leggerezza.
Inventarsi di possedere un titolo di studio “fantasma” è la cosa più stupida che si possa fare, soprattutto se nessuno lo ha richiesto.
Il Trota lo aveva comprato all’estero e comunque si è svelato inadatto al ruolo che avrebbe dovuto svolgere, con o senza titolo. Oscar Giannino, con o senza laurea, rimane un ottimo giornalista, e comunque all’epoca della “bugia” non era in nessun Governo, tantomeno Ministro dell’Istruzione.
Sarebbe il caso di controllare i titoli di studio prima di scrivere leggerezze sui siti istituzionali, fidandosi della parola del Ministro di turno.
Del resto, anche la Ministra Lorenzin non ha la laurea ma non ha mai detto di essere laureata in Medicina con specializzazione in Neurochirurgia.
E infatti la Sanità va a gonfie vele…😱