Poveri islandesi

 

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Greta e Vanessa

Gli eventi in questo primo mese dell’anno si sono sovrapposti e non ci hanno lasciato il tempo di digerirli e comprenderne fino in fondo il significato.

Sfogliamo giornali in modo frenetico per raccogliere notizie, che poi notizie non sono ma sprazzi di accadimenti filtrati, rigirati, accomodati.

Mafia Capitale ha lasciato il posto alle dimissioni di Napolitano, scandali e mazzette ormai non fanno più share. La scelta del Presidente invece sì. Così hanno deciso i giornali e le TV.
Nel frattempo un misterioso attacco alla sede del giornale Charlie Hebdo a Parigi ha concentrato l’attenzione del mondo sui terroristi islamici, facendo passare in secondo piano qualsiasi cosa.
Che vuoi che sia la corruzione imperante di fronte a una strage? E quindi tutta la stampa e le televisioni nazionali hanno preso a mostrare video di omini  neri e poliziotti in assetto di guerra.
Una carneficina nella sede del giornale e un’altra in un supermercato ebraico hanno sconvolto la tranquilla vita del tartassato medio, sia in Italia che in tutta Europa.
Come se non bastasse arriva, con un annuncio del Ministro Boschi, la notizia della liberazione delle due Cooperanti Vanessa e Greta o, se preferite, Greta e Vanessa.
Come su tutte le notizie del genere,  l’Italia si divide tra buonisti e complottisti. In mezzo ci sono quei pochi che vorrebbero capire come sono andate le cose.
I buonisti esultano per la buona novella, i complottisti accusano il Governo di aver pagato fior di milioni ai rapitori mentre in Italia si muore di fame.
Quelli in mezzo, l’italiano medio, o se preferite, il tartassato medio, vorrebbe capire cosa è successo, chi sono queste due fanciulle e cosa ci facevano in territorio di guerra avvolte in bandiere che non erano quella italiana. A cosa cooperavano e perché.
Purtroppo queste “sono notizie riservate”, dice il Ministro Gentiloni intervistato dalla Gruber. Ma ci assicura che non è stato pagato nessun riscatto, che lui sappia, e che le due ragazze stavano lì per aiutare i bambini siriani.
Molti dubbi restano, su quest’ultima e su tutte le altre vicende. Come sempre.
Del resto, pensate che vita monotona hanno in Islanda. 🙂
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