Volevate caramelle?

Nessuno si aspettava “caramelle” né dal Governo precedente né da questo. La Fornero poteva evitare anche questa di battutaccia. Ascoltare la ministra ci fa sentire sempre come bambini che non capiscono bene l’entità del dramma che stiamo vivendo in Italia.
Quali miracolose manovre sono state fatte e quali fini progetti sono sul tavolo di questi architetti?
Questa massa di ignoranti degli italiani non riesce nemmeno a capire quali sforzi sono stati profusi e quali difficili calcoli tecnici-finanziari sono stati necessari per giungere ad aumentare IVA, benzina e IMU. Senza parlare della rivisitazione delle pensioni e dell’età pensionabile. Lì, c’è voluta quasi un’ispirazione divina e solo grazie agli insegnamenti di superlativi economisti bocconiani si è giunti alla soluzione di bloccare l’indicizzazione delle pensioni dei più poveri e mandare al lavoro i vecchi al posto dei giovani.
Ora che i conti sono stati messi in sicurezza e lo spread è sceso bisogna incentivare il lavoro ed è per questo che bisogna abolire quel maledetto articolo 18 che potrebbe far reintegrare i licenziati. Ci vuole più libertà, più modernità nei licenziamenti per poter creare lavoro. Ovviamente quegli imbecilli degli italiani non riescono a capire nemmeno questa strategia.
Siamo troppo ignoranti per capire, è meglio se stiamo zitti e ascoltiamo la lezione della Professoressa Fornero. Speriamo solo che quando suona la campanella saremo tutti ancora vivi.

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5 pensieri su “Volevate caramelle?

  1. L’equità.. ha le gambe corte.. Ovvero: più parla più si incarta.
    Leggo che il Ministro Fornero ha dichiarato che occorre togliere l’articolo 18 perché altrimenti le imprese vanno all’estero. Allora mi chiedo: perché lo vuole estendere anche al settore pubblico?: c’è rischio che i Ministeri scappino all’estero?
    In tema di equità, tanto per capire il concetto di equità del Ministro, non per fare una guerra tra poveri tra lavoratori del pubblico e privato, maschi o femmine, giovani o vecchi, che è utile solo al dividi e impera: è equo che le dipendenti private possano andare in pensione a 60 anni con la pensione pari all’ultimo stipendio e che le lavoratrici del pubblico debbano andare in pensione a 65 anni con la pensione ex 80%, ora ulteriormente tartassata dal passaggio a contributivo? Estendere a tutti i diritti, non levarli a tutti per equità.
    Giuseppe Casagrande

  2. Ma quale flessibilità in entrata.
    La tanto sbandierata flessibilità in entrata è una presa peri fondelli: si dice: 1,4% in più per chi assume a tempo determinato; ma che cosa vuoi che sia l’1,4% in più se il salario dei precari è di 600 euro contro i 1200 euro che prendono a tempo indeterminato? Quando mai, per non pagare l’1,4% in più assumeranno pagando il doppio. La firma di dimissioni in bianco: ma questo era illegale anche prima e accadeva lo stesso; Una vittoria vietare ciò che già è illegale? Te lo dico io come si risolve il problema dell’occupazione: abbassare l’età pensionabile per creare posti di lavoro; vietare qualsiasi altro contratto di lavoro che non sia a tempo indeterminato.
    Fatto: senza prese per i fondelli teoriche e inapplica/bili/ate.
    Visto? Si diceva che i lavoratori non avrebbero scioperato, che non avevano più i soldi per farlo… Invece sono nati scioperi spontanei, anche di cisl e uil e ugl…
    I lavoratori non sono fessi: sanno ciò che conviene fare…
    Se solo i vertici imparassero da loro.
    Ormai la tv è divenuta una succursale del Parlamento.
    Specialmente al mattino quando l’ascoltano solo i pensionati e l’informazione è bassa come quantità di persone raggiunte.
    Non vorrei che il salotto continuo sostituisse la lotta di classe, come una seduta psicoanalitica che offrisse un transfert virtuale per sfogare la rabbia invece che riversarla nelle piazze. Un rito liberatorio di massa: vi dò ragione però ora che vi siete calmati state buoni e lasciateci “ammodernare” il Paese, che Monti sa quello che fà; mica caramelle.
    In pratica: parlatene, parlatene, Bersani vi dà ragione e va bene, siete contenti così. Che poi in pratica il Governo continui a andare avanti coi sette anni in più di lavoro, pensioni dimezzate e licenziamenti, che poi si mantenga la fiducia al Governo lavoratoricida, viene rimosso e l’importante sono le dichiarazioni.
    La prima cosa che doveva fare la sinistra era far cadere Monti togliendogli la fiducia.
    Monti: che gli è passato in mente a Napolitano.
    L’importante sono i fatti: per ottenere i fatti occorre lottare e scioperare. Ad oltranza fino a raggiungimento dell’obiettivo; occorre che elezioni democratiche mettano in Parlamento una sinistra vera che, per prima cosa, torni indietro sull’età pensionabile la riforma del lavoro fatta dal Gverno di destra. Occorrono fatti, non parole.

  3. Monti e Fornero, e il loro staff di Ministri, sembrerebbero non aver capito bene come funziona il sistema elettorale democratico del nostro Paese che dovrebbe basarsi sulla rappresentanza in Parlamento dei cittadini; rappresentanza esautorata, se ce ne fosse bisogno, dall’esasperato ricorso alla fiducia. Sembrerebbe quasi che, più che Governare un Paese, tali personaggi, stiano rimodernando una loro azienda e, peraltro, azienda senza regole e diritti; é così perché lo dico io! Voi sudditi, non avete diritti, ragazzi, lasciateci lavorare… Non infastiditeci con questa sconcertante, sconcertata, concertazione. Che cosa sarebbe questa storia della rappresentanza? Sono caramelle: adesso uno si alza e vota qualcuno che lo rappresenti; ma siamo matti? Dove siamo? Nel Paese dei balocchi? Lo sappiamo noi queello di cui avete bisogno: zitti e pagate, sennò vi licenzio.

  4. Peraltro la riforma, per essere stata fatta da tecnici esperti, è pasticciata e confusa in maniera irreparabile, quasi da non poter essere applicata.

  5. Lessico dal regime 2: ammodernamento e caramelle.
    Mentre Monti ci spiega di aver “ammodernato” il mondo del lavoro ed il Paese, leggasi aumento età pensionabile, mezze pensioni e licenziamenti facili, e si appresta a recarsi in Cina, forse a studiare la locale legislazione del lavoro per ammodernarci ancor di più e renderci competitivi e moderni come quel Paese nel quale si reca, il Ministro Fornero ci dice che il Governo tecnico non è venuto a distribuir caramelle; a questo ci avrebbero pensato i politici e non sarebbe servito il Governo tecnico.
    Premesso che a sessantetre annidi età, io e molti altri bambinetti di mia conoscenza, nonostante il duro lavoro onestamente svolto e i contributi pagati, di caramelle ne abbiamo viste veramente poche mentre, invece, di carbone, negli ultimi anni, ne abbiamo ricevuto veramente tanto, sia dai Governi recenti che dalla calzetta appesa sotto il caminetto dal Governo Monti, rifletto su una cosa: quindi è questa l’opinione che il Ministro Fornero ha dei politici che ancora siedono in Parlamento e che continuano a votare la fiducia al Governo Monti?
    L’istituzione del Parlamnto per lei sarebbe costtituita da distributori di caramelle?
    Rimango scandalizzato da tale esternazione e mi chiedo se devo vedere distrutti i diritti, e non le caramelle, ottenuti con decenni di lotte e di lavoro, da persone che abbiano tale considerazione delle persone che dovrebbero rappresentare noi e le nostre istituzioni.
    Né caramelle né carbone: solo diritti! Quelli che, a mio parere, il Gopverno Monti, con il voto di fiducia, sta mettendo in discussione; insieme alla democrazia.
    Sciopero ad oltranza: se non ora, quando?
    Portiamoci caramelle alle manifestazioni e seppelliamoli di caramelle! Ogni caramella un diritto tolto.

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