Robbing Review

L’Italia è sempre stata portatore del “fai quello che ti dico ma non fare quello che faccio io”. Mai come oggi questo antico modo di pensare è di grande attualità. Non che sia mai stato abbandonato ma adesso è più evidente che mai.
I Ministri che chiedono ai giovani di non sognare più il posto fisso mentre i loro figli lo hanno, i partiti e la politica che chiedono rigore e sacrifici e intanto sperperano il denaro pubblico per campagne elettorali fuori misura, acquisto di beni e speculazioni, quando non per motivi personali – vedi il caso Lusi.
Si tagliano pensioni e posti di lavoro, si riducono stipendi, lo chiede l’Europa, ma non si riesce a dare un bel taglio, un vero taglio, agli stipendi dei parlamentari e al costo del carrozzone pubblico.
Il tanto usato termine Spending Review, meno appariscente dell’italianissimo “spreco” dilaga in qualsiasi trasmissione televisiva, osannato dai componenti del Governo e da chi ancora ci crede.
Lo Spending Review è un modo elegante ma non molto esaustivo per la stragrande maggioranza degli italiani che non riescono a leggere in quel termine inglese non solo la parola “spreco” ma tutte le altre comprese e sottintese come, ladrocinio, tangenti, mazzette, parentopoli, e così via…
Dopo Mani Pulite ci eravamo illusi di iniziare una nuova vita. Onestà e rigore, trasparenza e una politica al servizio del cittadino.
Niente di tutto questo è accaduto. Siamo sull’orlo del baratro e i cittadini sono sempre di più al servizio della politica e dei manovratori che si sono alternati al Governo.
Speravamo nel Governo Monti e dei suoi tecnici-ministri ma giorno per giorno ci accorgiamo che anche loro sono molto legati al motto citato all’inizio. E se lo spread è sceso di qualche punto gli italiani sono scesi molto più in basso.
Ci siamo impuntati sull’art. 18 e non si riesce a vedere nulla di buono all’orizzonte. Il decreto Cresci-Italia stenta a decollare, anche perché non c’è ancora nemmeno la pista.
I tagli è stato semplice farli, hanno delegato Monti che ha dato un’aria di “sobrietà” a tutto ma ci siamo sobriamente impoveriti, tutti. Molti economicamente, qualcuno moralmente.

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