Internet è un’anguilla

Una volta Internet era molto diversa. Chi voleva un proprio spazio doveva crearsi un sito, pagare per farlo ospitare su un server e aggiornarlo modificando le pagine sul proprio computer in locale e poi ripubblicare di nuovo in rete.
I blog invece hanno sconvolto tutto. Chiunque può creare la sua paginetta on line semplicemente senza conoscere una sola riga di codice, poi sono arrivati i social network. Facebook, Twitter e moltissimi altri.
In questo modo la rete ha dato voce proprio a tutti, anche a coloro che di computer e programmazione non hanno mai sentito parlare.
All’inizio si è assistito al fenomeno un po’ passivamente, poi qualcuno ha capito che troppe voci potevano trasmettere troppe idee.
I blog sono diventati migliaia e sui social network sono nati gruppi a favore e contro parti politiche, lobby, popoli, religioni e quant’altro.

A questo punto occorre una legge, una norma. Non si può consentire a chiunque di inveire, istigare, calunniare dalle pagine di Internet senza nessuna responsabilità ma non si può nemmeno pretendere di tappare la bocca indistintamente a tutti.

Come per la lotta alla pirateria e ai noti problemi dello scambio di file, ci troviamo a combattere contro un’ anguilla viscida che ci sfugge dalle mani. L’unico modo di catturarla è una sonora botta in testa che nel nostro caso equivale a “spegnere” Internet.
Vi sembra possibile?
I tentativi per limitare lo scambio di file spesso sono solo uno spreco di tempo e soldi in quanto la Rete si modifica e si plasma a seconda delle esigenze. Sia gli Mp3 che i Blog possono essere ospitati su server fuori dall’Italia e quindi difficili da chiudere fisicamente.
La lotta che si fece tempo fa a Napster avrebbe dovuto fermare la diffusione pirata della musica in rete. Napster fu sconfitto ma gli mp3 hanno trovato altre e più numerose vie di diffusione (pirata).
Lo stesso potrebbe accadere con i Blog.

Mi auguro che i legislatori mettano a punto una norma, una legge, che non abbia lo scopo di cancellare migliaia di voci ma piuttosto regolamentarle affinché la Rete resti un mezzo di comunicazione e non si trasformi in una nuova televisione dove l’utente deve accettare senza nessun diritto di replica quello che viene diffuso dal potere di turno.

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