Raccolta differenziata: nuovi cassonetti per satelliti dismessi

Possibile traiettoria dei rottami spaziali

Mentre a Napoli non si è risolta completamente l’emergenza rifiuti dobbiamo alzare gli occhi al cielo e sperare che l’immondizia spaziale non ci colpisca.
Un satellite della NASA che ormai ha fatto il suo tempo sta per precipitare ridotto in brandelli dall’impatto con l’atmosfera terrestre.
Il problema è che i tecnici dell’agenzia americana non sanno con precisione dove questi pezzi, alcuni superiori a 100 chilogrammi, potrebbero schiantarsi.

Per il calcolo delle probabilità dovrebbero finire gran parte in mare e la possibilità che un pezzo colpisca un uomo e di 1 su 3.200 (dicono). Abbastanza basso, quindi, il pericolo che un brandello di ferraglia ci colpisca sulla testa.
Ma se dovesse succedere, chi paga?
Non è mica un evento naturale e con le migliaia di satelliti in giro intorno al nostro pianeta in futuro potrebbe salire di molto la probabilità di venire centrati da un pannello d’acciaio in testa.
Bisognerebbe riconsiderare l’idea di distruggere questa immondizia spaziale prima che precipiti sulla Terra. I costi sarebbero altissimi ma considerate che in orbita ci sono una quantità enorme di satelliti che prima o poi dovranno precipitare.

Occhio al cielo, prima di uscire di casa!

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