Navighiamo, ma non nel fiume.

Navigatore


Molte tecnologie ci facilitano la vita…ma ne siamo proprio sicuri?
Non era meglio accostare e chiedere al contadino: “scusi, vado bene per Roccacannuccia?” Con qualche inflessione dialettale di troppo riusciva a farsi capire e noi facevamo la strada giusta. 

Adesso la fredda voce del navigatore ad ogni nostro errore “ricalcola la rotta” neanche fossimo Colombo in cerca delle Indie. E non è raro che per seguire questi meravigliosi attrezzi ci facciamo 50 Km in più.
 Ma vuoi mettere, la cartina luminosa che troneggia al centro del nostro cruscotto è come un angelo custode che ti avverte un attimo prima che “alla rotonda, prendi la terza uscita” …ma da dove inizio a contare? E’ compresa la via da dove provengo o no? Mah!!
Ormai è passato un bel po’ di tempo da quando i primi “navigatori” si attaccavano al parabrezza con un ventosone. Le automobili, almeno quelle più accessoriate, ormai lo hanno di serie incastonato come un diamante nel cruscotto digitale. Ironia a parte, il navigatore GPS ci aiuta molto nel caso in cui non conosciamo assolutamente la strada da percorrere, sia in città che fuori. Quelli di fascia alta sono dei veri interlocutori, ti ascoltano e decidono la strada da fare, che è sempre in genere la migliore. Questo però dipende dai settaggi che abbiamo impostato, escludendo strade sterrate e secondarie. Per esperienza personale credo sia sempre meglio non fidarsi totalmente perchè spesso una buona strada provinciale viene scambiata per secondaria rispetto all’autostrada con il risultato di percorrere molti chilometri in più lì dove non c’era assolutamente bisogno. Quando siamo in viaggio uno sguardo alla cartina (quella di carta) è consigliabile in aggiunta al favoloso navigatore GPS.
In sostituzione del navigatore possiamo usare, con ottimi risultati, un telefono (smart). La Nokia, ma anche altri marchi, offrono ai loro clienti un programma gratuito con mappe di tutto il mondo.
La comodità principale è che, grazie alle ridotte dimensioni possiamo utilizzare il nostro navigatore-telefono a piedi oltre che in auto.
Ci si infila l’auricolare, uno sguardo alla strada, uno al display del cellulare e si cammina con circospezione ascoltando la voce guida. Talvolta conviene rallentare perché il satellite per usi “domestici” (civili) non è tanto preciso e lo scarto di 50 metri potrebbe metterci in difficoltà. Come quella volta a Londra. Io, povero umano, avevo intuito che dovevo svoltare a destra ma il mio Nokia insisteva di proseguire dritto. Quel giorno il Tamigi era scuro e turbolento, faceva freddo e capii che fidarsi è bene ma non fidarsi e molto meglio.

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Un pensiero su “Navighiamo, ma non nel fiume.

  1. Per lavoro uso il navigatore tutti i giorni, a dir la verità ha contribuito a snellire il mio tempo trascorso in auto di un buon 20%…quello in mio possesso ha uno scarto di circa tre metri…spesso puo’ essere impreciso nel momento in cui non venga aggiornato,anche lui ha i suoi momenti di panico ed inizia a leggere come strada secondaria un viottolo dove qualcuno ha provveduto a costruirci un palazzo e se non sei dotato di un missile terra aria devi necessariamente aggirare l’ostacolo…è inevitabile, la tecnologia non pareggerà mai con l’intelligenza umana….e i vecchi metodi spesso risultano ancora efficienti…. “mi scusi via verdi..”? ….l’altro :-via verdi…via verdi….mmmmmmh…chieda più avanti non sono di qua….ma vaff……

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