La storia di Facebook


E’ da poco uscito nelle sale cinematografiche il film di David Fincher che ci racconta la storia dell’ideatore di Facebook, Mark Zuckerberg.
Un giovane studente che da Harvard crea un social network diverso da quelli già esistenti e lo diffonde prima in varie università e poi nel mondo intero.
La storia è interessante. Senza dubbio questo giovane studente ha creato un nuovo network diffondendolo a livello mondiale. Come programmatore è stato senz’altro l’autore del nuovo network ma anche il film ci lascia qualche dubbio rispetto all’idea originaria. Da autore di blog universitari passa a quello che oggi è Facebook, in fasi diverse e attingendo qualche idea da altri colleghi di Harvard.
Questo non sminuisce il lavoro fatto da Zuckerberg che si avvale anche dell’aiuto di Sean Parker (ideatore di Napster*) ma, nel film, appare un po’ troppo arrivista a danno anche del suo amico e collega di corso Eduardo Saverin che gli era stato vicino fin dall’inizio e, soprattutto, era il finanziatore che gli aveva dato fiducia per iniziare il tutto.
Vediamo Zuckerberg come un tipo privo di scrupoli rispetto alla “sua ragazza” che viene da lui stesso sbattuta sul blog non propriamente in maniera corretta. Insomma un tipo che per arrivare al punto in cui è oggi non si è creato molti problemi verso i propri amici (pochi, in realtà).
Se consideriamo che tutto questo succedeva solo pochissimi anni fa e che attualmente Zuckerberg, ventiseienne, sta ancora evolvendo il suo network che ormai conta milioni di iscritti, starei un pochino attento nell’utilizzo di questo enorme schedario mondiale soprattutto per quello che riguarda la privacy. Non è più un semplice archivio di studenti ma un vero schedario dove i link si intersecano tra loro e non sai più dove portano e chi legge il tuo profilo.
Chi utilizza Facebook dovrebbe vedere il film, così tanto per capire meglio dove si stanno pubblicando i propri dati e le proprie foto e chi potrebbe usarli, non vederli. E’ recente la polemica dell’applicazione Farmville che non è controllata da Facebook ma che comunque agisce all’interno del network e ha libero accesso ai nostri dati. E non è l’unica.
Una bella invenzione questo facebook ma la cautela non è mai troppa in rete. Ovviamente sono esonerati dalla cautela le centinaia di migliaia di profili “finti” che affollano il social network ma non fidatevi tanto del nomignolo fasullo e la foto della Fata Turchina al posto della vostra faccia. Qualcuno sa chi siete e da dove scrivete e volendo potreste trovarvi Zuckerberg fuori dalla porta di casa. 🙂

*Parker e Fanning furono gli ideatori, circa dieci anni fa, di Napster il primo sistema su vasta scala di file sharing. La diffusione degli Mp3 in rete è iniziata con Napster.

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